giovedì, 15 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Caporalato, male diffuso: 50% dei braccianti in nero
Pubblicato il 11-07-2018


caporalatoUn fenomeno che purtroppo unisce tutta l’Italia. Dalle vigne piemontesi fino alle campagne calabresi, il fenomeno del Caporalato è in continua espansione e va a braccetto con quella che è considerata immigrazione clandestina, ovvero coloro che non riescono ad avere un permesso di soggiorno. Dagli ultimi dati raccolti dall’osservatorio Placido Rizzotto della Flai–Cgil in Italia sono tra 400 e 430 mila i lavoratori irregolari impiegati soltanto nel settore agricolo, di cui 100 mila versano in condizioni di sfruttamento e grave vulnerabilità. Lo stesso Osservatorio Placido Rizzotto ha lanciato ‘Sos caporalato’, la campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agroalimentare, a livello nazionale. L’obiettivo è quello di raccogliere, tramite numero verde (800-199-100) e social, le denunce di quanti lavorano in condizioni di sfruttamento e illegalità nell’agroalimentare.
Il Caporalato nelle nostre campagne è una realtà che, nonostante le operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine, continua ad essere presente nel nostro paese. Altri dati preoccupanti arrivano dal rapporto annuale dell’ispettorato nazionale del lavoro del 2017. Il 50% dei braccianti agricoli in Italia lavora in nero, non sono solo migranti e clandestini, ma anche italiani che non trovano altri lavori e che sono costretti così ad accettare questo tipo di sfruttamento. 7.265 ispezioni hanno portato ad accertare la presenza di 5.222 lavoratori irregolari, di cui 3.549 in nero per un tasso di irregolarità pari al 50%.
Le associazioni umanitarie sono impegnate nella lotta al caporalato ma spesso sono costrette a scontrarsi con la diffidenza di chi viene sfruttato e che preferisce avere paghe da fame e vivere in condizioni precarie invece che denunciare i propri sfruttatori.
Nel frattempo oggi è stato registrato un altro caso di caporalato a Casaloldo, nell’Alto Mantovano. Qui, nel corso dei controlli a tappetto compiuti nelle aziende agricole, una pattuglia dell’arma ha scoperto in un’azienda agricola tre addetti senza copertura contrattuale, uno dei quali anche clandestino.
Mentre nei giorni scorsi c’è stata l’udienza preliminare a carico dei 13 indagati nel Cosentino che sfruttavano i migranti ospiti dei CAS e li impiegavano illegalmente come manodopera nelle aziende agricole. I migranti erano costretti a firmare il foglio delle presenze nel Cas, mentre in realtà venivano mandati a lavorare dalle 6:00 alle 17:00 nei campi a raccogliere fragole e patate per 0,90 centesimi l’ora. Se ritenuti troppo lenti venivano anche percossi con calci, schiaffeggiati e insultati.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento