martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Cdp, Rai e Copasir. Domani inizia la ‘lottizzazione’
Pubblicato il 17-07-2018


bossi_bianche_gallarate_ansaA quaranta giorni dal nuovo Esecutivo ancora nessuna legge emanata, ma nel campo delle cariche pubbliche è già tutto pronto sul tavolo per domani. Una giornata intera in cui si stabiliranno le nuove poltrone pubbliche ad emanazione del Governo: assemblea Cdp, presidenza del Copasir (la commissione parlamentare di garanzia sui servizi segreti), commissione di vigilanza sulla Rai e voto in Parlamento per l’elezione di 4 consiglieri del Cda di Viale Mazzini che per la prima volta – dopo la riforma Renzi – saranno eletti da deputati e senatori (due per ciascuna delle Camere).
Mentre sul versante delle nomine per le ‘minoranze’ sembra ormai cosa fatta: alla guida del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica dovrebbe andare il dem Lorenzo Guerini e la vigilanza Rai ai Forzisti (Maurizio Gasparri o Alberto Barachini), nulla di fatto invece per il Copasir e il Cda di Viale Mazzini. Per il suolo di presidente della Cdp a Matteo Salvini piacerebbe Marcello Sala, ex Sea e liquidatore della banca della Lega Credieuronord. Il ministro dell’Economia Tria, tuttavia, preferirebbe un nome di maggiore esperienza come quello di Dario Scannapieco (ex Tesoro e ore vicepresidente Bei), i grillini più movimentisti vorrebbero invece Fabrizio Palermo, attuale Cfo della Cassa.
L’accordo non ancora raggiunto su Cassa Depositi e Prestiti è legato a quello mancato sul Cda di Viale Mazzini. La maggioranza gialloverde non ha ancora raggiunto l’intesa e gli iscritti di Rousseau saranno chiamati a votare per scegliere il nome del candidato pentastellato. Cinque i nomi, tra i 200 curricula giunti in Parlamento, che i vertici del Movimento propongono ai militanti: Paolo Cellini, Beatrice Coletti, Paolo Favale, Claudia Mazzola, Enrico Ventrice. Depennati dunque giornalisti più noti come Michele Santoro e Giovanni Minoli.
Per la presidenza della Tv di Stato invece cresce l’ipotesi di insediare Giovanna Bianchi Clerici, la giornalista varese voluta dalla Lega, al vertice in sostituzione di un’altra donna, Monica Maggioni.

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