mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Cnel, migliora la qualità dei servizi pubblici
Pubblicato il 19-07-2018


servizi pubblici

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ha presentato ieri a Roma, presso la ‘Sala della Regina’ di Palazzo Montecitorio, la ‘Relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti dalle PA centrali e locali a imprese e cittadini’.

Dalla Relazione del CNEL relativa al 2017 è emerso quanto segue: “La qualità dei servizi della pubblica amministrazione negli ultimi cinque anni è migliorata, anche se si registrano differenze tra le diverse aree geografiche del Paese. L’analisi dei principali indicatori posiziona l’Italia attorno alla media dei paesi Ocse e dell’Ue”.

Dal 2010, il CNEL analizza le performance delle politiche pubbliche nei servizi ai cittadini e alle imprese.

La Relazione annuale sulla qualità dei servizi pubblici, è prevista dall’articolo 9 della legge numero 15 del 2009, ed è giunta alla sesta edizione. Essa è approvata dalla Commissione istruttoria unica, dall’ufficio di presidenza e dall’assemblea del Consiglio nazionale. L’analisi prende in considerazione i principali report di valutazione delle politiche pubbliche dell’Ocse, della Banca mondiale e, per ciò che riguarda l’Italia,  della Banca d’Italia e dell’Istat.

Come le precedenti, la sesta Relazione è stata impostata dal Consiglio in un’ottica di collaborazione interistituzionale con oltre 30 enti, organi e amministrazioni, coinvolgendoli in un esercizio pluriennale di monitoraggio sui parametri di efficienza, efficacia, economicità e misurazione del risultato.

Negli ultimi anni la Pa italiana si è mossa in un contesto in cui, inevitabilmente,  hanno continuato a prevalere le ragioni del risanamento finanziario (riduzione del disavanzo pubblico, stabilizzazione e poi calo del debito pubblico, entrambi gli aggregati standardizzati rispetto al pil).  La dimensione dell’intervento pubblico, in termini sia di valori di spesa primaria sia di occupati,  è andata riducendosi in modo visibile. Una maggiore attenzione all’efficienza dei processi amministrativi in un’ottica di ‘spending review’ potrebbe attenuare, ma non eliminare  la tendenza alla riduzione dei servizi.

L’introduzione di una disciplina più cogente dei sistemi di misurazione e di valutazione della performance organizzativa e individuale, collegati strettamente ai risultati raggiunti e accompagnati da misure sanzionatorie più rigide, ha obbligato le Pa centrali e locali a ripensarsi e ripensare il rapporto con gli ‘stakeholder’.

E’ stata introdotta una nuova disciplina del controllo da parte dei cittadini, cioè gli Oiv. Gli organismi indipendenti di valutazione, hanno un ruolo che appare positivo e forse andrebbe potenziato. Significativa è l’istituzione dell’elenco nazionale dei componenti, che garantisce adeguati livelli di professionalità e di trasparenza. Il regolamento approvato con dpr 105/2016 attribuisce al dipartimento della funzione pubblica nuovi poteri in materia di promozione e di coordinamento delle attività di valutazione della performance delle amministrazioni pubbliche.

Determinante, nel rapporto tra Pa, cittadini e imprese appare il ruolo di una  potenziata disciplina della trasparenza che integra l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni erogate dalle Pa centrali e locali, con particolare riferimento alle azioni di prevenzione e contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione. La costruzione e l’aggiornamento costante della sezione ‘Amministrazione trasparente’ sui siti della Pa si presentano particolarmente impegnative per le amministrazioni, con risultati ancora insoddisfacenti al fine di raggiungere gli obiettivi previsti dalla norma in una logica di apertura e di innovazione e non possono pertanto restare confinate nella diffusa prassi del mero adempimento.

In tema di prevenzione della corruzione, risulta crescente il ruolo dell’Anac, che ha aiutato a ripensare il rapporto tra prevenzione della corruzione e qualità nei servizi pubblici con la finalità di dimostrare come la riduzione dei rischi di corruzione o di altre forme di illegalità concorra a un’allocazione ottimale delle risorse e alla prestazione di servizi adeguati ai cittadini.

Nella Relazione del Cnel viene presentato un primo elenco di indicatori elaborati dall’Anac per segnalare eventuali patologie, anche connesse a fenomeni di corruzione o ‘favoritismo’, che se concretamente adottati dalle Pa potrebbero rappresentare un valido strumento per prevenire e correggere distorsioni nella gestione dei contratti connessi ai servizi pubblici.

Nonostante ciò, alcune realtà della P.A. sono inadempienti rispetto alle normative esistenti. In tal senso, sono ancora lunghissimi i tempi per il pagamento di forniture, servizi ed opere da parte di alcune amministrazioni dello Stato ad aziende e privati cittadini. Anche da parte di alcune Sedi dell’Inps, i tempi per la liquidazioni di assegni e prestazioni, per oscure motivazioni, vanno oltre i sei mesi o anche più di un anno come avviene all’Inps di Palermo.

Salvatore Rondello

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