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Opinioni e commenti
 

Colle concede il colloquio. Trenta frena Salvini
Pubblicato il 09-07-2018


elisabetta trentaAncora diplomazia a garbo da parte del Presidente Sergio Mattarella, dopo il pressing del Vicepremier Matteo Salvini per un incontro sull’affaire Fondi Lega, il Capo dello Stato al rientro dalla Lituania ha incontrato il leader della Lega. Concedere il colloquio, ma sotto forma di incontro con il titolare del Viminale, è parso il male minore per Mattarella. “Utile, positivo e costruttivo”, è stato il commento di Salvini sull’incontro con il Capo dello Stato che è durato quasi 40 minuti. Durante l’incontro si è parlato di immigrazione, sicurezza, terrorismo, confisca dei beni mafiosi e di Libia. Ma non è stata affrontata la vicenda dei fondi della Lega che aveva portato al nervosismo del Colle.
Meno diplomatica è stata invece la ‘risposta’ della Ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, decisa a non subordinare il suo Ministero a quello degli Interni. Ieri Matteo Salvini, il ministro dell’Interno, ha annunciato di voler portare al tavolo europeo di Inssbruck di giovedì la richiesta italiana di bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. La dichiarazione del Capo del Viminale arriva dopo lo sbarco al porto di Messina del pattugliatore irlandese ‘Samuel Beckett’ con 106 profughi a bordo, quasi tutti sudanesi, che erano stati salvati in acque Sar maltesi tra il 4 e 5 luglio. La Beckett partecipa all’operazione Sophia che da febbraio scorso è sotto guida italiana.
Ma sull’esternazione di Salvini la Difesa ha puntualizzato che “Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni” e che “le regole di ingaggio della missione” vanno cambiate “nelle sedi competenti, non a Innsbruck”.
Dal ministero della Difesa fanno inoltre notare che “l’azione deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l’Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio”.
Cerca di conciliare l’altro Vicepremier, Luigi Di Maio, nonché Capo Politico del M5S di cui la Ministra fa parte che ieri ha affermato:
“Finché la missione Eunavfor Med rimane in piedi, gli unici porti sono quelli italiani, ma l’obiettivo nostro è cambiare le regole di ingaggio della missione” aggiungendo che “un anno fa sono stato a parlare con Frontex e mi spiegarono che il governo Renzi diede la disponibilità di portare i migranti nei porti in cambio di punti di flessibilità usati per il bonus degli 80 euro”.

Ma sulla questione migranti interviene anche il ministro degli esteri Enzo Moavero che si allontana dalla linea dura imposta da Salvini: “Non ci sfiliamo dagli impegni internazionali – ha detto – siamo pienamente dentro e non intendiamo muoverci al di fuori del quadro di diritto internazionale, quindi anche europeo” ha detto con riferimento alla missione Ue Sophia per il salvataggio in mare dei migranti. Parole a cui il magistrato Armando Spataro aggiunge: “Nessuno può vietare a un barcone di attraccare. La convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati prevede il diritto al non respingimento”. “Ragionando per assurdo – ha spiegato – se un barcone arrivasse a Torino ai Murazzi sul Po e qualcuno impedisse a chi sta sopra di scendere, avvierei degli accertamenti. Nessuno può vietare a un barcone di attraccare”.

A questo punto è intervenuto anche Matteo Renzi in un post su Facebook. “La flessibilità – annunciata a Strasburgo il 13 gennaio 2015 – era parte integrante dell’accordo per eleggere Juncker – ricorda Renzi -. Non c’entra nulla con le politiche migratorie. Nulla. Era un accordo politico di risposta all’austerità del Fiscal Compact. Sono due dossier politici diversi”.

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Commenti all'articolo
  1. “Abbassare i toni sulla giustizia e sui migranti”. Questa la richiesta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro dell’Interno Matteo Salvini, incontrato ieri al Quirinale.
    Scrive Repubblica a proposito del secondo punto: “Chiudere i porti anche alle navi militari della missione Sophia, sogna l’uomo del Viminale. L’inquilino del Colle però annota che è proprio l’Italia che ha il comando e il coordinamento di queste operazioni. Se usciamo, è il senso, quel controllo sul Mediterraneo lo perdiamo”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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