lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Conte in ginocchio da Trump
Pubblicato il 31-07-2018


conte trump

È stato accolto alla Casa Bianca alle 12 (le 18 in Italia) il premier italiano Giuseppe Conte, volato a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Una visita che giunge ad appena due mesi dall’insediamento del nuovo governo, dopo il primo incontro avvenuto nel G7 in Canada il 9 giugno scorso. Nel faccia a faccia con il capo dell’amministrazione americana,  sono state affrontate le principali questioni che stanno a cuore all’Italia: Libia, ruolo italiano nel Mediterraneo anche sul fronte sicurezza e migranti, politica commerciale alla luce delle recenti tensioni legate al rischio di una ‘guerra dei dazi’ tra le due sponde dell’Atlantico.

Sull’onda del ‘feeling’ di simpatia creatosi tra i due leader: Conte ha ribadito a Trump che considera l’invito, e la sua tempistica, un importante segno di attenzione e di amicizia degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia e della sua persona. Il premier, secondo alcune fonti di palazzo Chigi, ha ricordato che ci sono numerosi aspetti che accomunano il governo italiano e l’amministrazione Trump, non da ultimo il segno del cambiamento che entrambi rappresentano, rispetto all’establishment, e rispetto ad un certo modo di dar voce ai propri cittadini e di rappresentarli.

Conte si è presentato dunque nella capitale consapevole del ruolo di facilitatore che l’Italia può assumere nei rapporti, non semplici in questa fase, tra Usa ed Europa, forte del ruolo di primaria importanza che l’amministrazione Trump riconosce all’Italia nel processo di stabilizzazione della Libia. E fra i tre dossier principali, due attengono direttamente o indirettamente proprio alla Libia.

L’Italia, infatti, conta sull’appoggio degli Usa per la Conferenza sulla Libia che si terrà nel nostro Paese, come annunciato dallo stesso Conte un mese fa al vertice Nato, e che può rappresentare un passaggio cruciale nel processo di messa a punto delle condizioni politiche, legali e di sicurezza indispensabili per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche e presidenziali libiche.

Conte è andato a Washington anche con l’obiettivo di ottenere il sostegno di Trump a una cabina di regia permanente tra Usa e Italia per il Mediterraneo  in chiave di lotta al terrorismo, maggiore sicurezza, immigrazione e soprattutto Libia. Con questa cabina di regia, tramite l’opera dei ministeri degli Esteri e della Difesa, l’Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa.

L’idea è che Italia e Usa possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano. Infine la questione degli scambi commerciali e della guerra dei dazi: l’obiettivo di Conte è stato quello di avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell’agroalimentare. Per questo l’Italia si dichiara soddisfatta dell’accordo raggiunto tra Trump e Junker e ne auspica una rapida attuazione.

Il primo ministro Giuseppe Conte è stato ricevuto alla Casa Bianca con una calorosa stretta di mano dal presidente americano Donald Trump.  Il presidente Usa ha detto: “Grazie Giuseppe per essere qui”.  Il premier italiano ha risposto: “E’ un grande onore essere qui”.

Al termine dell’incontro alla Casa Bianca, secondo alcune fonti di palazzo Chigi, il Presidente americano ha dato il suo via libera sulle tre questioni cruciali poste da Giuseppe Conte. In particolare, il primo è che l’Italia conta sull’appoggio degli USA per la Conferenza sulla Libia che si terrà nel nostro Paese, come annunciato dallo stesso Conte un mese fa al vertice NATO, e che può rappresentare un passaggio cruciale nel processo di messa a punto delle condizioni politiche, legali e di sicurezza indispensabili per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche e presidenziali libiche. Quindi è stato ottenuto il sostegno di Trump ad una ‘cabina di regia permanente’ tra USA e Italia per il Mediterraneo allargato in chiave di lotta al terrorismo, maggiore sicurezza, immigrazione e soprattutto la Libia. Con questa cabina di regia, da attuarsi attraverso i reciproci ministeri degli Esteri e della Difesa, l’Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa. L’idea è che Italia e USA possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano. Infine, via libera sul tema degli scambi commerciali e dazi: l’obiettivo di Conte è stato quello di avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell’agroalimentare. Per questo l’Italia si è dichiarata soddisfatta dell’accordo raggiunto tra Trump e Junker e ne auspica una rapida attuazione. Anche su questo tema via libera di Trump.

Donald Trump, ricevendo alla Casa Bianca il premier Giuseppe Conte, ha detto: “Conte sta facendo un lavoro fantastico.  Sono molto d’accordo con quello che state facendo sull’immigrazione legale e illegale. Sono d’accordo con la vostra gestione dei confini.   Molti altri Paesi in Europa dovrebbero seguire l’esempio dell’Italia sull’immigrazione e su una posizione dura ai confini. Congratulazioni per la grande vittoria elettorale.  Con Conte siamo d’accordo  che un regime brutale come quello in Iran non dovrà mai entrare in possesso di armi nucleari.  L’Italia è un grande Paese per investire. Conte farà un ottimo lavoro, sa come promuovere e vendere i prodotti italiani. Si arriverà a delle cifre record. Con Conte parleremo di dazi e di commercio: abbiamo un  deficit con l’Italia di 31 miliardi di dollari.  Abbiamo molto di cui parlare a proposito di commercio e a proposito delle nostre forze armate. State ordinando aerei, molti aerei. Gli Stati Uniti hanno un deficit molto grande, come al solito, con l’Italia. E sono sicuro che lo raddrizzeremo molto velocemente”.

Ai giornalisti che gli hanno chiesto sull’Iran, Trump ha risposto: “Io sono disposto a incontrare chiunque, bisogna parlare. Se vogliono incontrarmi io sono disponibile  a incontrarli in qualsiasi momento, senza condizioni.  Le  sanzioni alla Russia  rimarranno così come sono”.  Trump ha appoggiato la realizzazione del gasdotto Tap: “Voglio un qualcosa di competitivo e spero il primo ministro riuscirà a farlo e a completarlo”. Nessun accenno sulla Tav.

Conte, nella conferenza stampa all’Ambasciata italiana a Washington, ha affermato: “Con questo proficuo incontro abbiamo compiuto un ulteriore passo in avanti per aggiornare la nostra cooperazione: siamo due governi del cambiamento,  tante cose ci uniscono.  Con la cabina di regia in Libia c’è quasi un gemellaggio tra Usa e Italia: L’America riconosce il nostro ruolo di interlocutore privilegiato.  Stiamo organizzando con il presidente Trump la conferenza sulla Libia. Affronteremo e discuteremo con tutti gli stakeholders il problema della stabilizzazione del paese in modo da consentire alla Libia di pervenire alle elezioni democratiche in un quadro di stabilità. Ho illustrato a Trump l’approccio innovativo sul tema dei migranti, un approccio che non lascia senza lasciare tutto il peso sui paesi di primo approdi. Il presidente Trump sta apprezzando questo approccio italiano che sta dando i suoi frutti.  Ho espresso al presidente Trump mia soddisfazione per intesa Usa-Ue: è fondamentale per avere un rapporto commerciale più equo.  Siamo d’accordo io e Trump sulla necessità di diversificare le fonti energetiche. Sia al G7 sia alla Nato abbiamo avuto proficuo scambio di posizioni: tutte le posizioni di riforma sono le benvenute.  Gli Usa esprimono l’esigenza di riequilibrare la spesa, posizioni tutte ragionevoli, negozieremo. Da avvocato, posso dire che Trump è un ottimo negoziatore, un grandissimo difensore degli interessi americani. Sono invidioso dei numeri della crescita americana, ma sono anche ambizioso di fare tanto, più di quello che si è fatto in passato. Stiamo preparando alcune riforme strutturali, non vorrei che venisse messa da parte la riforma fiscale, che costituisce una leva per la crescita economica. Sulla Nato c’è stata una posizione chiara di Trump che io condivido: l’ esigenza di riequilibrare la spesa che in questo momento è squilibrata. Sono posizioni ragionevoli che io tengo in gran conto. Dobbiamo negoziare per trovare il punto di equilibrio.  L’immigrazione è anche un problema di sicurezza. Attraverso le rotte dell’immigrazione possono arrivare foreign fighters, terroristi che minacciano l’Europa. Sappiamo che le sanzioni non possono scomparire da un momento all’altro ma ci auguriamo che non colpiscano la società civile. Il premier risponde alla rigidità Usa sulle sanzioni alla Russia con alcune considerazioni che riguardano anche il ruolo di Mosca e il suo peso specifico nel quadro dei negoziati sulle crisi internazionali.  L’ Italia è perfettamente consapevole che il  Tap è un’opera strategica. Ma ci sono inquietudini nelle comunità locali sulla realizzazione del gasdotto ed è mia intenzione incontrarle. Trump mi ha dato le garanzie che mi aspettavo. E cioè lavorare con tutta l’Europa per superare questa fase. Bisogna intervenire per riformare le condizioni esistenti, ma in questo contesto, negoziando si possono trovare soluzioni. La cosa importante è che l’Italia sia al centro di questo confronto”.

L’incontro, sembrerebbe un successo italiano, ma bisognerà verificare gli sviluppi. Intanto, Trump ha presentato un conto da 31 miliardi di dollari per il disavanzo della bilancia commerciale che verrebbe saldato con la spesa per l’ammodernamento dell’esercito italiano. Quindi una maggiore spesa militare a carico del bilancio dello stato sarebbe giustificata dal ruolo di coordinamento nel Mediterraneo e sulla Libia in particolare. Così, gli Usa, si sono garantiti, grazie all’Italia, il controllo nell’area mediterranea e, allo stesso tempo, un interlocutore privilegiato in seno all’Unione Europea.

Salvatore Rondello

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