domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dal Psi quattro proposte per l’Italia di domani
Pubblicato il 24-07-2018


psi proposte

Presso la sala stampa della Camera dei Deputati il Partito socialista italiano ha illustrato le ultime misure che i socialisti hanno presentato in Parlamento. Presenti il segretario del Psi Riccardo Nencini, il responsabile Organizzazione, Enzo Maraio, e il responsabile Riforme Istituzionali, Vincenzo Iacovissi.

Quattro interventi per supportare lo sviluppo dell’Italia di domani. Le misure illustrate dai socialisti ruotano intorno a quattro temi: innanzitutto, un ddl costituzionale per allargare il diritto di voto ai sedicenni. Il ddl mira a modificare l’articolo 48 della Costituzione e il decreto del Presidente della Repubblica (20 marzo 1967, n. 223) in materia di attribuzione del diritto di elettorato attivo nelle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, da attribuire anche ai cittadini che hanno compiuto il sedicesimo anno di età. “I grillini pensano di abolire il Parlamento e noi presentiamo un disegno di legge per estendere il voto ai sedicenni per l’elezione dei consigli comunali e delle regioni” ha ribadito Nencini.

“Se la democrazia è in emergenza, va rilanciata anche allargandone la base e la partecipazione. In Germania i sedicenni votano per le regionali, in Austria, Argentina e Brasile per le politiche, in Scozia per i referendum. Ci sarà chi dice no, come disse no al voto alle donne (1946) e al suffragio universale maschile (1919). Anche allora furono i socialisti a ingaggiare la battaglia. Una nuova generazione di ragazze e ragazzi potrebbe impegnarsi nella scelta della vita democratica del paese,  partecipando attivamente anche se al di sotto della soglia della maggiore età” ha aggiunto.

Sempre sul tema di giovani in età scolare, i socialisti hanno proposto anche un intervento a favore degli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi economici, con un innalzamento di 200 milioni di euro dei fondi destinati alle borse di studio universitarie per gli anni 2018 e 2019; la proposta socialista è completa di coperture che attingono al capitolo di bilancio relativo al cosiddetto “bonus cultura” – rivelatosi insufficiente – che nella formulazione attuale ha mostrato tutti i limiti di una misura generica di sostegno ai consumi ed inadeguata a promuovere la formazione culturale dei giovani.

Altri 600 milioni di euro, suddivisi in 300 per il 2018 e 300 per il 2019, sono previsti dalle norme presentate dai socialisti per quanto riguarda il sistema formativo nei primi sei anni di vita. Nencini ha spiegato che “paesi all’avanguardia nei settori dell’educazione e del welfare, come quelli scandinavi, iniziano il percorso educativo negli asili, già dai primi anni di vita, ma in Italia l’assenza di una rete pubblica efficiente o di una presenza diffusa di strutture convenzionate rende difficile offrire tali servizi alla cittadinanza. Questa situazione – ha aggiunto Nencini –  rappresenta per molte famiglie una perdita di reddito o talvolta un maggior carico nei confronti delle madri, che contribuisce ad ampliare la disparità di genere e ad escluderle da possibilità di formazione ed occupazione. Una situazione a cui porre urgentemente rimedio” ha aggiunto il Segretario del Psi.  Con il disegno di legge proposto dai socialisti si intende trasferire maggiori risorse nei servizi formativi per l’infanzia, riconoscendo la sostanziale validità delle norme attuative del Fondo nazionale per il sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita a sei anni, – disciplinato dal Decreto legislativo 13 aprile 2017, n.65.

Infine, l’ultima proposta presentata da Nencini riguarda l’emergenza abitativa con la ricostituzione del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione; “una norma di civiltà che permette, di fronte ai crescenti costi per l’affitto delle abitazioni – ha proseguito Nencini –  di conservare una quota maggiore di reddito non solo ai giovani, ma anche ai pensionati al minimo, alle famiglie monoreddito o che affrontano situazioni di disabilità e disagio economico” ha concluso.

Il responsabile Riforme Istituzionali, Vincenzo Iacovissi ha parlato della proposta di allargare il voto ai sedicenni. “Con il disegno di legge costituzionale per l’attribuzione del diritto di voto ai sedicenni alle elezioni amministrative e regionali – ha detto Iacovissi – vogliamo dare un chiaro segnale di attenzione ai giovani, incentivando la loro partecipazione politica attiva. Il voto ai sedicenni mira inoltre a rafforzare il senso civico delle nuove generazioni, per formare cittadini più attenti alla cosa pubblica in tempi nei quali prevale spesso il disimpegno. Ampliare la sfera dei diritti politici vuol dire, infine, anche innovare la democrazia rappresentativa, preservandola da quelle tentazioni di superamento che in questi giorni si riaffacciano pericolosamente nel dibattito pubblico. Ci auguriamo che il Parlamento prenda in seria considerazione queste proposte”.

Enzo Maraio ha sottolineato come nel complesso le “proposte socialiste sono costituite da un pacchetto di norme sostenibili a favore del giovani. Un pacchetto che la rete degli amministratori socialisti – ha detto ancora Maraio – è pronta a ricevere e a rilanciare negli enti locali nei limiti delle proprie competenze”. Citando un preoccupante e recentissimo rapporto sull’uso e la diffusione di droghe in Italia, “la necessità di coinvolgere i giovani diventa  ancora più urgente per evitare di ‘perdere’ una generazione”. Infatti in soli due anni il consumo di droghe tra i minorenni è quadruplicato. L’Italia si posiziona così al secondo posto nella triste classifica dei Paesi europei che consumano in assoluto più stupefacenti, con un trend in forte ascesa soprattutto tra i giovanissimi. “Per questo – ha concluso Maraio – vi è la necessità di coinvolgere una intera generazione sia dal punto di vista civico, sia nella scuola sia  nella partecipazione democratica della vita del Paese”.

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Commenti all'articolo
  1. La concretezza delle proposte del PSI fanno da contraltare ale misure “lisergiche” e populiste dell’attuale governo.
    Il PSI, con la forza della sua storia, ha in questo momento il compito di porsi come “tessuto connettivo”, tra esperienze politiche , culturali e civili che oggi sono mossi dalla medesima urgenza di costruire un rriformismo declinato al futuro… aperti a tuttti e dialogando con tutti… anche con quei moderati che sono comprensibilmente a disagio sotto questa devastante cappa sovranista.
    Che giunga forte un appello ai laici, radicali, liberali, socialisti e moderati al fine di costruire un grande progetto che batta un segnale visibile già in vista deòòe elezioni Europee.
    Una bandierina in meno vale cento passi verso la salvaguardia del nostro futuro..

  2. NON E’ L’INGRESSO NELLA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA A DETERMINARE RESPONSABILITA’ E FORMAZIONE, E’, VICEVERSA, L’INGRESSO IN UNO STATUS FORMATIVO A DETERMINARE, RESPONSABILMENTE, PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA.

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