mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Decreto dignità, aria fritta e mistificazione della realtà
Pubblicato il 06-07-2018


dimaioconte

Le parole sono macigni, il titolo “decreto dignità” dovrebbe far pensare a una vera e propria rivoluzione del mercato del lavoro. In realtà la montagna ha partorito il topolino. Pura operazione di maquillage, nemmeno fatta bene, non si interviene ne sul decreto 276 che regola tutto il mercato, voluto da Maroni e Sacconi, né sull’impianto strutturale del Job acts. Si lasciano invariate tutte le forme di assunzione, si riduce solo le proroghe della somministrazione da 5 a 4, e si interviene solo ripristinando le causalità, facendo trasparire che si sta colpendo a morte la precarietà.

Niente di più falso e se ci è consentito una vera e propria opera di mistificazione della realtà. Prima del decreto di Poletti n 81 /2015 c’erano sei proroghe e si facevano regolari contratti a termine o di somministrazione anche con le causalità. Le ragioni per ricorrere a contratti a termine erano tecniche, organizzative, produttive e sostitutive, quanto previsto nel rivoluzionario decreto dignità. Facciamo un esempio: Amazon o un azienda x prevede che gli entri un carico di lavoro imprevisto e vuole ricorrere come ovvio a forme di flessibilità. Di Maio cosa fa? Ci vuole forse raccontare che gli sarà impedito? Basta leggere art 1 comma b del decreto e ci si accorge che non è cambiato nulla è si ritorna solo al regime precedente e l’azienda potrà procedere tranquillamente a ricorrere ai contratti a termine almeno fino al 20% della sua forza effettiva.

Tanto tuonò che piovve,in campagna elettorale si raccontava che il primo atto del governo sarà il ripristino dell’art 18. Chi l’ha visto il tema sul decreto, semplicemente non pervenuto. Le uniche cose interessanti sono sulla delocalizazione, ma vanno attentamente analizzate, e sulla ludopatia, con un elemento di stranezza, se i privati non possono pubblicizzare il gioco d’azzardo non si vede come ciò debba essere consentito allo Stato, stranezza degli innovatori, sempre più fans di Tomasi di Lampedusa.

In ultimo abbiamo trovato interessanti le reazioni di fatto positive da Cgil e sinistra escluso Pd, pronti a dire che finalmente si va verso la giusta direzione. Critiche dal mondo imprenditoriale. Semplice gioco delle parti, si critica per ottenere qualcosa o per far vedere ai propri associati che le associazioni tutelano i loro interessi. Sanno benissimo che non cambia nulla e che la rivoluzione auspicata dal mondo giallo blu o verde è aria fritta e così come allo stesso modo, l’eventuale accusa di fascismo che tutti vedono imperare dal governo. Fa tutto parte del grande teatrino della politica e sarebbe bene non cascarci, come si fece per tanti anni con il fronte anti Berlusconi.

Marco Andreini
Resp nazionale
Psi Settore Sindacale.

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