martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Di Maio “gira” la questione Ilva a Cantone
Pubblicato il 12-07-2018


ilva 3“In queste ore abbiamo provveduto a inviare tutte le carte all’Anac affinché faccia le dovute verifiche sulla procedura di aggiudicazione” per la cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, in audizione davanti alle Commissioni riunite di Industria, commercio, turismo e Lavoro, previdenza sociale di Camera e Senato, spiegando che “stiamo approfondendo ulteriormente la regolarità della procedura di aggiudicazione, soprattutto a seguito di varie segnalazioni pervenute”.
Un’iniziativa che risponde alla lettera del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, per sollevare perplessità sulla gara per l’aggiudicazione di Ilva. Nella lettera, di due giorni fa, Emiliano chiede a Di Maio di rivedere i passaggi della gara che il 26 maggio 2017 ha affidato alla cordata Arcelor-Mittal la proprietà dell’Ilva. Secondo il governatore ci sarebbero alcuni punti a rischio incostituzionalità. Tuttavia la decisione del neo Capo del Mise potrebbe portare ad allungare ulteriormente l’iter Ilva, tanto che è intervenuto sull’argomento anche l’ex Ministro del Mise, Carlo Calenda, contrario all’iniziativa di Di Maio che non farebbe altro che riflettere strumentalizzazione politiche: “Emiliano d’accordo con Di Maio offre al suo ‘nuovo’ leader scuse per non decidere su Ilva. Per questo scrive a 13 mesi dalla gara! E per questo Di Maio pubblica la lettera di Emiliano dopo 13 minuti. Evidente gioco delle parti. Asilo nido sulla pelle di operai e tarantini”.
Secondo Emiliano l’aggiudicazione è stata disposta a favore di una cordata che “notoriamente concentra una cospicua fetta della produzione di acciaio a livello europeo e mondiale, nonché quote di mercato Ue – fa notare ancora Emiliano – con un evidente e conclamato rischio Antitrust, essendo superiori al 40%”. Tant’è che la Commissione europea ha dato il suo via libera “sotto condizione” ovvero “l’eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti” fatto questo che sostanzialmente cambierebbe il profilo del soggetto aggiudicatario. Di qui la richiesta a Di Maio di “opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata, eventualmente avvalendosi dell’Anac”, l’autorità anticorruzione.
Ma Carlo Calenda spiega che nella procedura di gara — passata al vaglio della Commissione Ue e dell’Antitrust — c’è stata un’importante differenza di prezzo tra le due cordate: 1,8 miliardi di AmInvestCo contro 1,2 miliardi di AcciaItalia. E aggiunge Calenda che “il prezzo è stato decisivo per il 50%. Il piano occupazione di ArcelorMittal era migliore. L’altro tema, quello per la riconversione ambientale, ha dato un punteggio superiore ad AcciaItalia. Ma ArcelorMittal ha accettato in toto il piano di copertura dei parchi minerari previsto dai commissari”.

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