lunedì, 19 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

PADRE DELLO STATO
Pubblicato il 13-07-2018


MattarellaSi allargano le crepe nel muro gialloverde. E la parete eretta a fatica da Lega e Movimento 5 Stelle comincia a scricchiolare. Il motivo è sempre lo stesso: la politica migratoria e tutto ciò che da essa ne deriva. La nave Diciotti, dopo lo stop allo sbarco imposto da Salvini, è riuscita far scendere a terra i profughi grazie all’intervento del Capo dello Stato. Uno smacco per il leader leghista, che oltre ad essere stato scavalcato, ha dovuto incassare anche le dichiarazioni filo-Quirinale dei grillini, Di Maio in primis. Il ministro del Lavoro si è schierato subito con Mattarella. I rapporti tra i due alleati di Governo, dunque, si fanno sempre più tesi.

Sia il presidente della Camera Fico che il Guardasigilli Bonafede, inoltre, hanno appoggiato la decisione del presidente della Repubblica, prendendo (cautamente) le distanze da Salvini. “Gli interventi di Mattarella sono sempre positivi”, ha tagliato corto il numero uno di Montecitorio. Bonafede, invece, ha difeso l’autonomia dei magistrati dopo che Salvini aveva chiesto l’arresto dei 67 migranti a bordo della Diciotti. “I magistrati lavorano in piena indipendenza ed autonomia rispetto al potere politico: voglio rassicurare tutti. Salvini ha espresso il suo parere, voleva dire che se qualcuno ha sbagliato deve pagare”, le parole di Bonafede.

Il Pd, dopo l’elezione di Martina, si è fatto sentire proprio con il neo segretario. “Di fronte all’incapacità del ministro dell’Interno di assolvere al suo compito, senza ogni volta buttarla in propaganda e provocare, Salvini dovrebbe dimettersi per il bene del Paese” ha attaccato l’ex ministro delle Politiche Agricole. Chi invece è uscito a pezzi da questa vicenda è Giuseppe Conte. Eterodiretto dalla coppia Salvini-Di Maio, ieri il presidente del Consiglio ha mostrato al mondo quanto poco conti la sua figura. L’intervento di Mattarella è stato decisivo. Se non fosse intervenuto il Colle, sarebbero stati problemi seri per l’Italia.

La questione principale è rappresentata dal continuo braccio di ferro tra i partiti di maggioranza. Così come è preoccupante l’intenzione di Salvini di tenere continuamente il punto. Sembra infatti che il segretario del Carroccio sia sempre alla ricerca dello scontro con i pentastellati. Ma se ogni imbarcazione carica di disperati rischia di provocare crisi istituzionali, cosa potrebbe accadere al momento delle trattative sulla legge di bilancio? I gruppi di interesse da accontentare sono tanti, da una parte e dall’altra, e le trattative appaiono in salita. Per questo Salvini potrebbe presto incassare il capitale politico guadagnato e portare il paese nuovamente alle elezioni. Prima, però, c’è da creare un incidente parlamentare. E l’occasione giusta potrebbe essere proprio la finanziaria dell’autunno prossimo.

F.G.

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