giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dl dignità. Psi “Portare equità nel mercato del lavoro”
Pubblicato il 26-07-2018


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L’esame in Commissione del decreto dignità procede con il rallentatore. In circa tre ore di lavoro, nella mattinata di giovedì, non è stato votato nemmeno un emendamento all’articolo 1. Si tratta di uno dei temi più discussi, quello relativo alla durata dei contratti a termine e alle causali, sul quale – dopo le critiche degli imprenditori da una parte e delle opposizioni dall’altra – potrebbero essere apportate modifiche. In mattinatasi sono susseguite riunioni di governo e maggioranza per trovare una soluzione sull’eventuale adozione di un periodo transitorio per i contratti in essere e sui voucher.

Intanto i socialisti hanno presentato una serie di emendamenti con lo scopo di portare equità nel mercato del lavoro. “Ecco gli emendamenti socialisti più importanti al decreto dignità”. Ha scritto su facebook il segretario del PSI, Riccardo Nencini. “Li abbiamo discussi con categorie economiche ed esperti. La priorità è evitare calo nell’occupazione e portare equità nel mercato del lavoro”.

Nencini ha poi elencato gli interventi proposti dai socialisti: “Estendere il reddito di inclusione sociale (non solo sussidio ma tutela per chi perde il lavoro). Salario minimo”. Al terzo punto “l’abbattimento delle tasse su stipendi per far crescere il mercato interno”. Al quarto posto “la causale, è troppo generica. Genera conflitti”. “Al quinto punto”il lavoratore a tempo determinato: acquisisce un diritto di prelazione per l’assunzione a tempo indeterminato”. Al sesto punto si legge che “al termine del contratto a tempo determinato l’impresa può assumere il lavoratore a tempo indeterminato con uno sgravio contributivo del 30%”.

“Bene, invece, – ha concluso il senatore socialista – il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo. Nostra vecchia battaglia”.

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Commenti all'articolo
  1. Parliamoci chiaro, l’opposizione al decreto dignità si fonda radicalmente su tale argomentazione: POSTO CHE IL MONDO VA COSI’, NELLA FATTISPECIE PRECARIETA’ O DISOCCUPAZIONE, DELOCALIZZAZIONE O DESERTO INDUSTRIALE, CI SI DEVE NECESSARIAMENTE ADEGUARE.
    IN SOSTANZA TRA IL NIENTE ED IL PEGGIO, VA SCELTO IL PEGGIO, RINUNCIANDO ASSOLUTAMENTE AL MEGLIO.
    CONCLUSIONE: ADDIO ALLA SINISTRA, ADDIO AL SOCIALISMO, ANCORCHE’ RIFORMISTA E LIBERALE.

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