giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Fontana, il ministro fissato con “il dominio LGBT”
Pubblicato il 26-07-2018


fontanaContinua la battaglia contro i gay del Governo a trazione leghista. Una crociata ideologica della quale si è fatto portavoce il vice segretario del Carroccio, Lorenzo Fontana. Il ministro della Famiglia ha posto oggi un’altra pietra tombale sui diritti delle coppie omosessuali conquistati a fatica dopo decenni. Il suo obiettivo, dichiarato più volte davanti a microfoni e taccuini, è sgretolare pezzo dopo pezzo le unioni civili approvate nella scorsa legislatura. Il primo passo è rappresentato dall’annuncio odierno in commissione Affari Sociali della Camera: stop al riconoscimento dei figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero con pratiche (vietate in Italia) come la maternità surrogata.

L’ex parlamentare europeo ha messo la lotta agli omosessuali al centro dell’azione del suo dicastero. Per lui la famiglia è composta “da uomo, donna e figli”. Altre forme di nucleo familiare non sono previste nel manuale-Fontana. Ne ha fatto una missione: difendere l’Italia dall’assalto di gay e lesbiche. Il Paese sarebbe “sotto attacco” del mondo Lgbt. “Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo” si leggeva nel 2016 su un post (poi cancellato) pubblicato sul sito personale. Appena diventato ministro, si scatenò contro il collega pentastellato Spadafora, colpevole secondo lui di aver assunto posizioni vicine agli omosessuali. “Per quanto ci riguarda – fu la replica di Fontana – la famiglia che riconosciamo e sosterremo, anche economicamente, è quella sancita dalla Costituzione. Spadafora non parla a nome del Governo”. Porte chiuse, dunque, alle coppie arcobaleno.

C’è da dire che nessuna misura anti-gay era prevista nel contratto di governo stipulato tra Lega e 5 Stelle. Tuttavia, oggi a Montecitorio, Fontana ha vestito nuovamente i panni del crociato, affermando che occorre “valutare l’introduzione di misure per contrastare l’alienazione parentale. Servono adeguati strumenti di contrasto a simili pratiche”. Una vera e propria fissazione. Si fermeranno, poi, le iscrizioni nei “registri dello stato civile di bambini concepiti all’estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere”. Il vice segretario federale ha annunciato che l’Esecutivo metterà in campo delle nuove misure “sulla disciplina degli affidamenti familiari: accordi prematrimoniali per ridurre i contrasti economici in fase di scioglimento del vincolo, con vantaggi per i minori che non saranno ostaggio di un genitore o dell’altro”.

L’intrepido Fontana, quindi, non molla. Nonostante le perplessità degli alleati di governo, il ministro della Famiglia proseguirà la sua guerra contro l’invasore omosessuale. Proprio come Putin, fonte di ispirazione per l’esponente leghista. E vada al diavolo chi dice che in Russia gli omosessuali siano sottoposti a violazione dei diritti umani. L’importante è respingere “l’attacco” e portare a casa voti.

F.G.

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