venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Francia Campione del Mondo. Chapeau a Deschamps
Pubblicato il 16-07-2018


Finale con gol ed emozioni: i transalpini domano i ragazzi di Dalic per 4-2 e alzano al cielo la coppa per la seconda volta nella storia, a 20 anni esatti dal primo trionfo di Parigi. Un successo meritato per un gruppo giovane e pieno di talento

deschampsMOSCA – La Francia è campione del mondo. A 20 anni esatti dal primo trionfo casalingo (Francia ’98), i transalpini conquistano il secondo Mondiale nella propria storia. Niente da fare per la Croazia, battuta nella finalissima di Mosca per 4-2 in una gara ricca di gol ed emozioni. Prima parte equilibrata con gli “italiani” protagonisti: una sfortunata deviazione di testa nella propria porta dello juventino Mandzukic porta in vantaggio i Bleus, ci pensa l’interista Perisic a pareggiare i conti. Poi però dilagano i francesi con il rigore di Griezmann (arrivato grazie al Var), Pogba e Mbappe prima dell’inutile e definitivo 4-2 di Mandzukic su clamoroso errore del portiere Lloris.

DESCHAMPS NELLA STORIA – È un successo oggettivamente meritato per la Francia, una delle poche big a rispettare le attese della vigilia. Un cammino nato con la vittoria sofferta nella fase a gironi per 2-1 contro l’Australia, poi il successo – sempre di misura e sempre in salita – per 1-0 contro il Perù prima dell’opaco 0-0, a qualificazione già raggiunta, con la Danimarca. Ma il bello doveva ancora venire perché i “galletti” hanno dato il meglio nella fase clou del Mondiale. Prima lo spettacolare ottavo di finale vinto 4-3 contro l’Argentina, poi i successi contro le mine vaganti Uruguay e Belgio rispettivamente per 2-0 e 1-0 fino al poker alla Croazia nell’ultimo atto di Mosca. Fa grande festa il ct Didier Deschamps, bravissimo a gestire sia le critiche pre-Mondiale per alcune esclusioni eccellenti (Benzema, Lacazette, Martial, Payet e Rabiot) sia uno spogliatoio pieno di baby talenti e campioni affermati. Il giusto mix è stato trovato con disciplina e pragmatismo, a differenza di altre Nazionali dove il dominio del singolo si è rivelato poco produttivo (vedi Messi). E così Deschamps è il terzo uomo a riuscire nell’impresa di vincere la coppa del mondo sia da giocatore (era il capitano 20 anni fa nel Mondiale in Francia) che da allenatore. Prima di lui solo il brasiliano Zagallo e il tedesco Beckenbauer. Chapeau!

DA POGBA A MBAPPE – In questa Francia non c’è una vera e propria stella. O meglio ce ne sono tre sullo stesso livello. Paul Pogba è definitivamente esploso e, rispetto all’Europeo di 2 anni fa, le minori responsabilità lo hanno lasciato più tranquillo. E si è visto in campo. Poi Antoine Griezmann, preziosissimo in attacco sia da goleador che da assist-man e un pericolo costante nei calci da fermo. E infine Kylian Mbappe, appena 19 anni (non era nemmeno nato nel primo trionfo mondiale del ’98) ma già un punto fermo dei Bleus. La stella del Psg ha anche vinto il premio come miglior giovane del Mondiale, un antipasto in vista del futuro Pallone d’Oro?

ONORE ALLA CROAZIA – Difficilmente si poteva chiedere di più alla Croazia, stremata dopo aver finito ottavi e quarti di finale ai rigori e la semifinale ai supplementari contro l’Inghilterra. Le tante battaglie si sono fatte sentire nelle gambe dei ragazzi di Dalic soprattutto all’inizio della ripresa, quando la Francia ha messo al sicuro il punteggio nonostante poi la paperona di Lloris che ha regalato a Mandzukic la rete del 4-2. A Zagabria hanno comunque fatto festa per un torneo straordinario, andato al di là ogni più rosea aspettativa anche perché, al pari nostro ma con esito del tutto diverso, la Nazionale ‘a scacchi’ è dovuta passare per i playoff prima di ottenere il pass per Mosca. Sconfitta a testa altissima e premio di consolazione ampiamente meritato per Luka Modric, premiato come miglior giocatore di tutto il torneo. In generale, nonostante la dolorosa assenza dell’Italia, è stato davvero un bel Mondiale. Complimenti a Putin e alla Russia.

Francesco Carci

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