lunedì, 19 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tra diritto e fede, un convegno su La Pira
Pubblicato il 05-07-2018


giorgio-la-piraSi è svolto ieri a Roma, nell’Aula degli Avvocati del Palazzo di Giustizia, il convegno dal titolo “Giorgio La Pira: tra Diritto e Fede”. Organizzato dall’Ordine degli Avvocati, con la presenza di un pubblico qualificato, sono intervenuti il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Avv. Mauro Vaglio, il Prof. Avv. Antonino Battiato, il Dott. Giovanni Emidio Palaia, l’Avv. Carlo Parenti, l’Avv. Patrizia Valeri e l’Avv. Aldo Minghelli con la sapiente moderazione del giornalista e storico Dott. Giuseppe Sangiorgi.

Gli intervenuti hanno ricordato la figura di Giorgio La Pira in vista del processo di beatificazione in corso presso la Santa Sede. Dagli interessanti interventi sono emersi anche delle importanti testimonianze personalmente vissute dai relatori. La profonda fede religiosa guidava Giorgio La Pira sia nella professione di giurista che nell’azione di uomo politico. I suoi insegnamenti sono attualmente di grande importanza. La semplicità e la determinatezza nell’affermare i principi umani lo hanno contraddistinto. Il suo impegno fuori dal comune, ha profuso nel mondo laico la visione sociale degli insegnamenti della religione cristiana a cui fu votato.

Coerentemente a questi principi, con un suo articolo sulla rivista ‘Principi’, la condanna del razzismo si univa a una forte riaffermazione dell’uguaglianza di tutti gli uomini; le ampie citazioni di brani dei padri e dei dottori della Chiesa miravano a denunciare, senza incorrere immediatamente nella censura, gli errori e le deviazioni della politica nazista e fascista. La rivista riaffermava inoltre l’esigenza di un corpus unitario del pensiero cristiano che qualificasse un ideale etico-sociale riproposto per il tramite della Chiesa, della quale si sottolineava con forza la dimensione societaria e gerarchica; in questa chiave va letta l’enfasi posta sul ruolo del pontefice nel disegno di ricostruzione della società, così come sulla matrice unicamente religiosa e cattolica dei “principî” affermati. Venivano in questo modo proposti valori alternativi a quelli del regime, imperniati su concetti tematici oggetto dei singoli fascicoli della rivista: gerarchia, mistica, guerra, crociata; il tema della libertà, affrontato nell’ultimo numero (gennaio-febbraio 1940, n. 1-2), provocò l’intervento repressivo del regime. Contestualmente, La Pira esplicitava una prospettiva tesa a sottolineare la responsabilità di ciascun credente di fronte ai problemi storico-sociali.

Aperto al dialogo dei popoli, al confronto costruttivo per il bene dell’umanità, il contributo di Giorgio La Pira ai dibattiti costituenti appare rilevante in riferimento sia a singole disposizioni sia al disegno complessivo. Alla costituente fu relatore sui principi fondamentali.

Ricordato principalmente come giurista e uomo politico, La Pira nacque a Pozzallo (Ragusa) il 9 gennaio del 1904. Dal 1927 visse a Firenze dove morì il 5 novembre del 1977. Nell’Università di Firenze insegnò storia del diritto romano. Esponente della sinistra democristiana, fu più volte deputato e per due volte sindaco di Firenze (1951-57; 1961-65). Si distinse per le sue tesi sociali di ispirazione evangelica e per iniziative di dialogo e di pace in tutto il mondo, nel periodo in cui si viveva con il terrore di una guerra nucleare. Il suo impegno di pace va anche ricordato per l’azione svolta durante la guerra del Vietnam.

Legato a G. Dossetti, G. Lazzati, A. Fanfani, nel gruppo denominato dei professorini, che aveva una sua posizione autonoma all’interno della Democrazia cristiana (DC), nel 1946 fu eletto alla Costituente. Membro della Commissione dei settantacinque, relatore nella prima sottocommissione sui Diritti e doveri dei cittadini, contribuì significativamente alla stesura del testo costituzionale intervenendo su molti temi e, in assemblea generale, nel dibattito che precedette la votazione finale, propose di porre all’inizio della Costituzione il riferimento al ‘nome di Dio’. Ma pur di portare avanti un discorso unitario, ritirò la proposta per le forti opposizioni degli esponenti laici e liberali tra cui Benedetto Croce.

Oltre a questo episodio, frequentemente ricordato, Giorgio La Pira utilizzò il suo retroterra culturale di romanista e di pensatore legato alla tradizione tomistica, attraverso la conoscenza diretta sia dell’opera di San Tommaso sia della reinterpretazione tomistica di J. Maritain. Importante fu il suo contributo e la collaborazione con Dossetti nella elaborazione dello storico ‘compromesso’ con Togliatti che portò all’approvazione dell’articolo 7. La sua matrice tomista lo portava ad affermare una prospettiva di ‘organicismo pluralistico’, sulla base di un’originale utilizzazione delle teorie sulla pluralità degli ordinamenti giuridici di S. Romano e delle dottrine tedesca e francese.

A fine degli anni cinquanta, fu tra i protagonisti del dialogo tra cattolici e socialisti, successivamente sfociato nell’alleanza per i governi di centro-sinistra.

E’ impossibile sintetizzare in un semplice articolo il laborioso ed intenso impegno politico ed umano di Giorgio La Pira che va ricordato per la straordinaria attualità. Oggi, anche Papa Francesco, sovente fa riferimento alle espressioni ed ai principi di Giorgio La Pira.

Salvatore Rondello

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