giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Ministro Tria stretto tra due fuochi
Pubblicato il 26-07-2018


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Il ministro dell’economia, Giovanni Tria,  rispondendo ad una interrogazione alla Camera, ha ribadito: “Non si supera il 3% del Pil. Riaffermo che il governo intende svolgere la propria azione di riduzione del rapporto debito-pil e di non deterioramento del saldo strutturale. E sono obiettivi coerenti con il rispetto del limite del 3%. D’altra parte, anche alla luce del ciclo economico è essenziale anche che la legge di bilancio favorisca la crescita e l’occupazione. Ne consegue una finanziaria che deve tenere conto dello stato dell’economia in modo da non innescare una politica pro-ciclica, il che non significa non rispettare quanto ho detto in termini di riduzione rapporto debito pil e non peggioramento del saldo strutturale ma significa poter rimodulare i tempi e la misura dell’aggiustamento strutturale. In questo senso è stato avviato un dialogo con la Commissione Ue con l’intento di fissare un deficit programmatico coerente con l’obiettivo del governo. Credo che sarà la definizione della legge di bilancio che permetterà ai mercati di capire meglio l’impostazione della politica economica del governo, riducendo l’incertezza sul debito pubblico italiano”.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, rispondendo sempre nel corso della ‘question time’ alla Camera sulla flat tax, ha detto: “La  flat tax, che rientra nella  riforma complessiva del sistema fiscale, sarà introdotta nella prossima legge di bilancio, secondo un crono-programma graduale. La riforma della tassazione italiana rientra nell’obiettivo più ampio di azione di politica economica, volta a migliorare la crescita e la competitività del Paese, dei consumi e delle famiglie. La flat tax è uno degli strumenti per raggiungere tale obiettivo, è parte di una manovra prioritaria che funzionerà nel complesso e non nelle singole parti. La riforma è necessaria per semplificare le procedure, migliorare l’adempimento spontaneo dei contribuenti, ridurre il carico fiscale che pesa sulle famiglie e sulle imprese. Per centrare gli obiettivi del governo, è stata istituita una task force, per esaminare i profili di gettito e distribuzione, così da disegnare una riforma che garantisca equità e progressività”.

Per il titolare di via XX settembre, in merito alla situazione del ‘magazzino ruoli’ da riscuotere e l’ammontare delle somme che possono essere oggetto di recupero con la pace fiscale, secondo i dati contabili, è molto alto: 800 miliardi di euro. Tuttavia, si stima che l’ammontare sul quale si può concentrare l’azione di recupero sia assai più limitato, pari a 50 miliardi. Solo su questi si può cercare di avere un’azione di recupero.

Tria ha anche detto: “Parlare di pace fiscale non significa varare nuovi condoni ma pensare a un fisco amico che favorisca l’estinzione dei debiti e per favorire il rientro dei debiti, venendo incontro alle persone con più difficoltà. Il governo intende svolgere la propria azione all’interno di una politica di bilancio volta alla riduzione del debito e assicurando il non deterioramento del saldo strutturale. Tali obiettivi sono ovviamente largamente coerenti con il rispetto del limite del 3%. Con l’Europa è stato avviato un dialogo in questi termini, per fissare un deficit programmatico coerente con l’obiettivo di governo e nel rispetto degli obiettivi di bilancio, ma anche per contrastare il rallentamento dell’economia”.

Tria sembrerebbe aver risolto il problema di ricerca operativa denominato ‘botte piena e moglie ubriaca’. Nel frattempo, per mantenere il 3% con l’Ue, il Governo sta rinegoziando la tempistica per la riduzione del debito pubblico.

Salvatore Rondello

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