giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

IL RALLENTAMENTO
Pubblicato il 31-07-2018


istat freccia

La crescita dell’occupazione registra uno stop a giugno dopo un trend positivo. Secondo i dati diffusi dall’Istat il tasso di disoccupazione, cioè il numero di persone che cercano un impiego sul totale della forza lavoro, è aumentato di due decimi di punto salendo al 10,9%. Il numero dei disoccupati risulta così pari a 2 milioni e 866 mila. Al contrario, dopo tre mesi consecutivi di crescita, il numero di occupati è calato di 49 mila unità. Continuano invece a crescere i dipendenti a termine (+16 mila), che segnano così un nuovo record raggiungendo i 3 milioni 105 mila. L’aumento prosegue senza sosta dal gennaio di quest’anno e conferma un trend che nel suo complesso si registra a partire dal 2014.

Anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno risale, risultando pari al 32,6%, in rialzo di 0,5 punti percentuali su maggio. L’Istat evidenzia ancora come il livello degli under25 in cerca di occupazione sia nettamente inferiore al massimo raggiunto nel marzo del 2014 (43,5%) ma ancora di 13 punti superiore rispetto al minimo toccato nel febbraio del 2007 (quando era 19,5%).

La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Mentre arrivano questi numeri non proprio positivi il Governo è di fronte al bivio sul decreto dignità. Dve decidre se porre la fiducia o meno. Una scelta difficile: Lega e M5S hanno sempre gridato allo scandalo per ogni foto di fiducia messo dai governi precedenti.

Anche per il Pil le notizie non sono positive. La crescita acquisita per il 2018, quella che si otterrebbe se la dinamica congiunturale del Pil fosse pari a zero nei restanti trimestri dell’anno, è pari allo 0,9%. Insomma, secondo l’Istat, la dinamica dell’economia risulta in “rallentamento”, per usare le parole dell’Istituto.

Nel Def ereditato dal precedente Governo viene stimato il Pil 2018 all’1,5%, ma tutti gli osservatori internazionali hanno già rivisto al ribasso questa previsione attorno all’1,2-1,3%. La durata dell’attuale fase di espansione dell’economia italiana prosegue ormai da sedici trimestri, con una crescita complessiva nell’arco del periodo pari al 4,5%. Tuttavia, il livello del Pil risulta inferiore dello 0,7% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 e del 5,4% a confronto con il massimo storico del primo trimestre del 2008.

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