sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il sole in bottiglia
Pubblicato il 12-07-2018


Lo scorso 7 Aprile 2018, Roberto Cingolani, vulcanico Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha fatto il primo intervento della giornata di studio Sum02, la Leopoda del Movimento 5 Stelle, in memoria di Gianroberto Casaleggio. Non ha parlato di politica ma di scienza e di futuro. E’ stato un intervento molto bello, pieno di idee suggestive e di ottimismo. Un intervento che ha influenzato tutta la giornata. Una giornata notevole e stimolante come la Leopolda di Matteo Renzi. E’ disponibile il video integrale su Youtube, sia del singolo intervento che dell’intera giornata.

Un secondo tipo di scienza.

Ad un certo punto Cingolani ha detto: ” Fra cento, duecento anni andremo via dalla Terra. Quindi, oltre alla scienza per rimanere sul nostro pianeta in salute, ce ne sarà un’altra che ci consentirà di andare via. E’ questo secondo tipo di scienza che bisogna assolutamente supportare perché è inerente al nomadismo della specie umana.”

Poi ha abbandonato l’argomento per lanciarsi sulle affascinanti dissertazioni relative al genoma umano, le nuove frontiere della medicina, l’intelligenza artificiale e la robotica. Dissertazioni tutte centrate sulla prima faccia della medaglia, cioè la scienza che ci consentirà di rimanere nel nostro pianeta, in salute, nonostante l’esplosione demografica. Rimanere per gli anni sufficienti a che la tecnologia ci apra la strada verso la colonizzazione dello spazio cosmico.

Nessuno degli interventi successivi ha ripreso il tema dell’esodo. Non un commento della stampa nei giorni seguenti. E’ come se l’umanità, dopo aver inventato miti per millenni, azzardato ipotesi fantasiose perché voleva regalarsi un sogno, ora che finalmente ha la possibilità di uscire dalla culla, ch’è in grado di muovere i primi passi oltre l’atmosfera del pianeta dov’è nata, sia ora vittima di un eccesso di prudenza. La comunità scientifica si comporta come se dovesse violare un tabù!


la crescita felice.

Ho rivisto il video “Gaia – The future of politics” che, dopo nove anni dalla pubblicazione, non sembra proprio farina del sacco di Gianroberto Casaleggio. E’ un messaggio angosciante, compreso il sottofondo musicale. Siccome venne presentato come video sperimentale e provocatorio, penso proprio che quell’esperimento non sia riuscito. Meglio Sum02, con il suo messaggio positivo e fiducioso sul futuro. Gli interventi sono tutti tesi verso un buon futuro, fatto di ricerca e di sintesi. Così il capitolo dell’energia insiste sulla rete dove i produttori di elettricità saranno anche gli stessi consumatori, dove ogni casa sarà una piccola centrale fotovoltaica, con i pannelli sul tetto e le nuove batterie per l’accumulo (della Tesla?) nel garage, che sopperiranno quando il sole non c’è. Non solo: pannelli e batterie saranno collegati anche in rete per mettere a disposizione il surplus, sia di generazione che di capacità di accumulo. Batterie pronte a fornire l’alto amperaggio per ricaricare in pochi minuti l’automobile elettrica del parco condiviso “Car Sharing”. E guarda caso, quando la batteria dell’automobile è attaccata alla presa di ricarica, anche quella batteria può far parte della rete elettrica condivisa da cui la rete può prelevare in caso di criticità.

Qualcuno potrebbe dire che l’architettura necessaria è troppo complessa! Troppo complessa? Basta progettare le giuste centraline perché tengano i componenti della rete in equilibrio, gestiscano le priorità e li tengano a disopra di una soglia minima di efficienza. In questo modo sarebbero ridotti drasticamente gli sprechi. Non dovremo ricorrere alla decrescita ma potremo, secondo natura, continuare a crescere.

L’assurdo del problema idrico.

Il nostro pianeta è coperto d’acqua per il 71%. Qualcuno potrebbe dire che l’acqua del mare è salata e noi abbiamo bisogno d’acqua dolce. Oggi, con una membrana porosa dotata di particelle nanofotoniche in fondo a un contenitore trasparente (70×25 cm.), è possibile dissalare sei litri d’acqua ogni ora, quando c’è il sole. Con i nuovi materiali il problema idrico è completamente risolto, basta volerlo. Era possibile anche prima: Israele, che ha trasformato in giardino il suo pezzo di deserto, è li, davanti ai nostri occhi, a dimostrarlo. Oggi è molto più facile. La stessa cosa si potrebbe dire per la depurazione delle acque inquinate. La plastica biodegradabile è facile da produrre perché possa rimpiazzare tutta la plastica nociva. Il metodo per ripulire la poltiglia di plastica che deturpa gli oceani esiste usando milioni di contenitori robotizzati e un po’ d’organizzazione. L’importante destinare all’inceneritore tutto ciò che non è biodegradabile. All’inceneritore o ad un riciclo che non faccia finire di nuovo in mare la plastica.

Le discariche vanno abolite. Gli inerti vanno tutti separati e riutilizzati. E gli inceneritori vanno dotati di filtri e altri sistemi di abbattimento che riducano a zero l’impatto ambientale. Le tecnologie oggi ci sono! E la CO2? Se si ripuliscono gli oceani dando respiro al fitoplancton, se si ripristinano gli alberi in una logica di biodiversità agricola, di equilibrio idro-geologico e in funzione del verde urbano, c’è la fotosintesi clorofilliana, che funziona sulla Terra fin dalle prime forme di vita (è più antica di quanto si pensava). Ovviamente i combustibili fossili vanno dismessi. Rimane da vedere se è meglio utilizzare ancora il metano perché è il risultato di un’attività geologica (non fossile). Se non si brucia, fuoriesce incombusto in atmosfera con un effetto serra venti volte quello della CO2. Il metano che gorgoglia nei fondali marini si deposita sul fondo come clatrato idrato.

Eppur bisogna andare.

Tutte le vecchie dottrine politiche sono crollate. Giustamente crollate perché diventate sterili. Ciò che rimane è la prevalenza del buon senso, e non è poco. L’unico problema che la tecnologia non può risolvere è l’aumento della popolazione. Il buon Gianroberto fece una buttata, nel video Gaia, che fece parecchio incazzare: “… nel 2020, con la terza guerra mondiale, la popolazione crollerà a un miliardo di abitanti!” Meglio Sum02, che ha un altro modo di far tornare i conti, cioè dando per acquisito l’incremento della popolazione. Lo potremo rallentare un po’ questo incremento. Ma, alla fine, dovremo seguire il più nobile degli istinti dell’Homo Sapiens, quello che lo ha portato dagli alberi alla savana, dall’Africa al resto del pianeta.

Caro Roberto Cingolani, dobbiamo avere coraggio! I nostri amici del PD sono riusciti a litigare perché L’ENEA ha assegnato al centro di Frascati la parte italiana delle attività per lo sviluppo di ITER, il progetto mondiale per la fusione nucleare. Secondo Fabiano Amati, avvocato, brindisino, già assessore regionale ai Lavori pubblici e attuale presidente della Commissione regionale bilancio Puglia, si doveva fare a Brindisi. Interessante questa polemica, a rovescio. Una novità per l’Italia che ha assassinato la propria industria nucleare, nella quale eravamo i primi nel mondo. Interessante perché è l’ennesima dimostrazione che la fiaccola dell’illuminismo nostrano, quello di Steven Pinker, non è ancora spenta. Abbiamo fatto un gran esercizio di utilizzo razionale del sole per la nostra rete elettrica terrena. Ma non si siamo dimenticati che, per conquistare la fascia degli asteroidi dove estrarre le materie prime per la futura società interplanetaria, ci vuole il sole in bottiglia. Un sole in bottiglia da portarsi dietro sempre e comunque oltre l’orbita di Giove. Nella mia maniacale ricerca dei riscontri navigando in Internet, per capire meglio e scansare le fake news, mi sono imbattuto in una piccola industria canadese. E’ la General Fusion, vicino a Vancouver.

Il reattore di General Fusion funziona grosso modo come un motore diesel. In un veicolo diesel, l’aria viene compressa nella camera da un pistone. Il carburante viene quindi iniettato nella camera e, quando incontra l’aria altamente pressurizzata, si accende. Quando il carburante brucia e si espande, spinge indietro il pistone. Il reattore dei canadesi funziona in modo simile. L’idrogeno gassoso viene riscaldato a temperature molto elevate e viene iniettato in una camera. Il metallo liquido circonda il plasma ed è compresso da centinaia di pistoni. Quella compressione spinge il plasma in condizioni di fusione, riscaldando il metallo liquido attorno ad esso. Il calore viene quindi utilizzato per produrre elettricità. Sono cinquanta persone e sono molto avanti. Come spesso à successo nella storia della scienza potrebbero sorprenderci.

Mi ricordo, negli anni 80, il mio BBS (Bulletin Board System) che consentiva il collegamento e la condivisione dati con altri BBS via modem, facendo un numero telefonico seguito da una stringa AT. Tutti gli altri usavano il fax. Secondo me il fax era una strumento stupido. La trasmissione dati via BBS era molto più intelligente. Però col fax la comunicazione era istantanea e planetaria e, dopo un paio d’anni, il fax ce l’avevano tutti, anch’io. Internet sarebbe nata dieci anni dopo e i BBS lo usavano solo gli smanettoni. I canadesi della General Fusion stanno facendo il fax della fusione nucleare. Si accettano scommesse.

Daniele Leoni

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