mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

I testa-coda non giovano né a Renzi né al PD
Pubblicato il 23-07-2018


Regola aurea specie nei cavalli di razza politica è saper trasformare una difficoltà in opportunità e in questo finora Renzi è bocciato. E di occasione ne ha avute e da lui stesso ispirate. Se un uomo si sente nudo senza potere e rinuncia a combattere per le proprie idee delle due l’una: o le idee sono da niente, occasionali o chi le sostiene è da niente. Queste amare considerazioni sono dettate dalla speranza che il suo percorso sia analogo a quello di Paolo di Tarso sulla strada di Damasco e porti ad una conversione ad U. Tre esempi su tutti su come Renzi dissipa per il presente e soprattutto per il futuro un patrimonio di scelte a suo indubbio merito. Due prove di uomo-assist quello per Mattarella Presidente della Repubblica evitandogli qualunque ipoteca di un Berlusconi ossessionato come aveva già fatto con Napolitano che col suo apporto tornasse alla carica per un salvacondotto che lo mettesse al riparo dai suoi guai giudiziari. Secondo assist quello per Gentiloni che quando ha potuto ha messo in risalto la continuità di governo e di meriti con Renzi. Ebbene l’attacco a Gentiloni ha generato tre errori che non potrà non pagare:

a) avere rotta una solidarietà che gli evitava un ulteriore isolamento qualunque fosse il merito degli addebiti mossi:

b) mi sarei aspettato che di fronte alle preoccupazioni dell’opinione pubblica verso la validità ed omogeneità politica dei nuovi e spesso sprovveduti governanti si creasse un riferimento puntuale e costante in controtendenza come un governo ombra che facesse perno intorno a Gentiloni ed alcuni membri di governo che hanno saputo conquistarsi un indubbio prestigio nazionale ed internazionale a partire da Mnniti sul tema più scottante quello dello tsunami contenuto ma sempre incombente dei migranti;

c) che in merito ad alcuni provvedimenti abbandonati per strada per evitare il pericolo di delegittimare il governo-Gentiloni per un futuro ignoto, è stato evidente il concorso e la corresponsabilità di un Mattarella chiamato in causa anche se non citato. Ma l’omissione più grande,prova di mancanza di coraggio nel tener fede alle sue intuizioni migliori si è avuto prima durante e dopo l’intervento al Senato. .

Pensate ad un Renzi che interviene al Senato non per confermare una abilità polemica, ma per condividere le sue vive preoccupazioni per le sorti del Paese, che lo avevano portato a preannunciare il suo ritiro dalla politica se la riforma costituzionale e la connessa elettorale non fossero passate. Mi sarebbe piaciuto sentirgli dire: “Cari colleghi che avete gridato alla vittoria senza avere da soli i voti per governare, avete riflettuto sulla circostanza che se fosse rimasto il ballottaggio, magari riformulato per rimuovere le remore della Consulta, a quest’ora c’era una maggioranza legittimata a governare senza i compromessi pasticciati e di breve durata a cui siete stati costretti per quello spirito anticasta a cui finirete di appartenere dopo una legislatura di promesse mancate perché gonfiate a dismisura? Ed ancora per tenere il passo con l’Europa per la sfida globale sempre più accelerata, sareste stati facilitati dal rapporto del Governo con una sola Camera evitando quel ping-pong estenuante e paralizzante (ultimo rimasto in vita in Europa), aggirato dai voti di fiducia a raffica che mettono fuori gioco non solo le minoranze ma anche le istanze migliorative della maggioranza? Non che tutto fosse condivisibile ma avete l’onestà di riconoscere che con l’acqua sporca (?) avete buttato via due creature necessarie per il rinnovamento dalla repubblica? Se preliminarmente possiamo convergere su questa priorità istituzionale per passare al terzo stadio della Repubblica parlamentare, come opportunamente richiamato dal Presidente Fico,non avremmo difficoltà a confrontarci con quelle forze che intenzionalmente riteniamo più affini. E’ per questo che riteniamo che un governo del Presidente a temi limitati e tempo determinato avrebbe consentito, senza vuoti di potere e compromessi abborracciati, di fare quel confronto serrato per l’orizzonte necessario di un governo di legislatura”. Perciò auspico che il PD vada oltre Renzi senza rinnegare quanto di buono ha tentato e fatto, specie come uomo-assist nella scelta di Mattarella, di Gentiloni e del suo governo che, nonostante la sua breve durata, ha saputo guadagnarsi la stima internazionale ed in primo luogo quella europea, ambito nel quale la nostra ambizione è di essere all’altezza dei nostri padri costituenti e non i rissosi fanalini di coda

Roca

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