giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

PASTICCIACCIO ILVA
Pubblicato il 20-07-2018


ilva

Ennesimo colpo di scena nella questione Ilva che rischia ancora una volta di essere rimandata. Alla fine Cantone nella sua relazione dà ragione al Vicepremier Di Maio. Nella procedura di gara per la cessione dell’Ilva “è stato leso il principio della concorrenza”. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, rispondendo ad una interpellanza urgente alla Camera dei Deputati sulla questione dell’Ilva, ha affermato: “Le criticità segnalate dall’Anac sulla procedura di gara dell’Ilva sono macigni, sono gravissime e questo governo non può continuare a far finta di niente come è stato fatto per troppo tempo: chiederò immediatamente chiarimenti ai commissari Ilva, aprirò un’indagine interna al ministero e chiederò il parere all’Avvocatura dello Stato. La procedura di gara è stata un pasticcio  con regole cambiate in corsa. C’era chi ci prendeva in giro perché stavamo perdendo tempo a studiare 23mila pagine. Invece, abbiamo fatto bene e l’Anac ha confermato tutte le criticità e che le nostre preoccupazioni erano fondate. Tra le criticità della procedura c’è anche quello dei rilanci, tema scritto malissimo e in maniera confusa, che ha consentito l’aggiudicazione ad ArcelorMittal rispetto ad AcciaItalia, la cui offerta era migliore sul piano ambientale e occupazionale. Il primo pasticcio riguarda la tempistica dell’attuazione del piano ambientale e, come ha concluso l’Anac, ha leso il principio di concorrenza”.
“L’offerta di AcciaItalia guidata dal gruppo Jindal era la migliore, ma nel bando metà del punteggio era dato al prezzo” e non al piano ambientale e alla salute “Per questo è stata scelta Arcelor”. Il ministro ha poi sottolineato: “Per questo governo prima della tutela ambientale, prima della tutela occupazionale, per questo governo viene la tutela della legalità. E su questo caso specifico vogliamo andare in fondo per capire chi non ha sorvegliato. Chi ha fatto questa procedura ne risponderà politicamente. Se la gara non ha messo al centro il massimo delle tutele occupazionali, delle tutele ambientali e delle tutele per la salute”.

Il ministro, con piglio giustizialista, ha poi detto: Chiederò subito chiarimenti ai commissari e avvierò un’indagine all’interno del ministero. Inoltre, chiederò subito un parere all’Avvocatura dello Stato. Non possiamo continuare a fare finta di niente e intendiamo andare fino in fondo per fare chiarezza”.

Alle parole di Di Maio ha replicato l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: “Caro Luigi Di Maio, hai detto in Parlamento cose gravi e false. Minacciare indagini interne al Mise è vergognoso. La responsabilità sulla gara è mia. A differenza tua – ha scritto ancora su Twitter – non ho bisogno di inventarmi manine. E assumiti la responsabilità di annullare la gara se la ritieni viziata”.

Calenda ha precisato: “Che l’Autorità anticorruzione abbia bloccato la procedura di gara per la cessione di Ilva “è una beata menzogna. Anac dice la gara è valida. Può essere annullata sul principio di interesse generale (può sempre essere annullata sulla base di questo principio). Se volete farlo accomodatevi”.

Il Nuovo Capo del Ministero di via Veneto porta avanti la querelle iniziata dal Governatore Emiliano che però non ha trovato consensi tra le organizzazioni sindacali. Le stesse che però hanno mandato tutto all’aria i piani occupazionali messi a punto dalla nuova gestione e avvalorati da Calenda.
Nuova incertezza per il Paese arriva dall’acciaieria Ilva che anche Confindustria ha giudicato strategica per l’economia. La prossima puntata sul caso Ilva dovrebbe esserci dopo il pronunciamento dell’Avvocatura dello Stato, o anche delle possibili risposte di Arcelor-Mittal.

L’USB chiede l’annullamento della gara. Con una nota stampa Sergio Bellavita, USB nazionale e Francesco Rizzo, coordinatore provinciale, intervengono sulla risposta che l’Autorità Anticorruzione ha inviato al vice premier Luigi Di Maio che l’aveva interpellata sulla vendita dello stabilimento ad Arcelor Mittal: “Apprendiamo dall’Anac che la gara per la cessione del gruppo Ilva è stata condotta con profili di criticità. Per questa ragione riteniamo impossibile proseguire il confronto con Arcelor Mittal, alla luce di questi nuovi inquietanti elementi. Chiediamo pertanto al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro Di Maio l’annullamento della gara e una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali. Per quanto ci riguarda continuiamo a ritenere che l’intervento pubblico diretto dello Stato nella proprietà dell’Ilva è l’unica reale garanzia per il futuro della città di Taranto e per tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva e per coniugare il diritto alla salute, la difesa dell’ambiente e l’occupazione. Tuttavia sei il Governo avesse intenzioni diverse, è comunque indispensabile riaprire la gara a patto che ponga come vincoli inderogabili l’ambientalizzazione reale dello stabilimento, le bonifiche quindi e alla sicurezza e la garanzia dell’integrale occupazione e del mantenimento dei diritti acquisiti”.
Nel pasticcio Ilva adesso si inserisce anche l’Associazione dei Consumatori. Il Codacons ha depositato una istanza al Consiglio di Stato contro il Ministero dello sviluppo economico chiedendo l’adozione urgente di una ordinanza di esecuzione per dare seguito alla decisione dello stesso Consiglio di Stato che inseriva il Codacons all’interno del tavolo tecnico su Ilva. È stato “affermato – si fa rilevare in una nota – il diritto dell’associazione alla partecipazione ai Tavoli tecnico-istituzionali sul caso Ilva aventi ad oggetto questioni di rilevanza ambientale. I giudici hanno stabilito inequivocabilmente che il Codacons debba ricevere una ‘doverosa interlocuzionè su ogni questione relativa all’Ilva, dall’ambiente alla riqualificazione urbana dei quartieri colpiti dalla emissioni inquinanti, nonché su ogni provvedimento che modifichi, integri o sostituisca il DPCM 2017”. Nonostante “tale ordine – insiste l’associazione – del Consiglio di Stato, il Mise ha colpevolmente omesso di convocare il Codacons a tutti i recenti e futuri incontri con sindacati Ilva e ArcelorMittal, violando palesemente le disposizioni del giudice, e nonostante le istanze inviate dall’associazione con cui si chiedeva al Ministero il rispetto della sentenza di Palazzo Spada”.

Salvatore Rondello

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