lunedì, 19 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

STRETTA SOVRANISTA
Pubblicato il 06-07-2018


RimpatriContinua la stretta sull’immigrazione imposta da Matteo Salvini. Dopo la stretta sugli sbarchi, arriva il giro di vite sull’asilo dei migranti. E questa volta il ministro Matteo Salvini fa pressione direttamente sulle prefetture con una circolare a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, cui il ministro dell’Interno chiede personalmente “velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto”.

Un giro di vite che preoccupa i funzionari dell’Unhcr che incontreranno la prossima settimana il ministro Salvini, con cui discuteranno della situazione dei richiedenti asilo. Lo ha reso noto il responsabile per il Sud Europa dell’agenzia Onu, Felipe Camargo. “Chiederemo di continuare a fare ciò che l’Italia ha fatto finora – ha detto -. L’Italia è stata generosa, ha offerto l’opportunità di protezione internazionale a chi lo ha richiesto. Chiederemo di accelerare le procedure e di essere sicuri che ci sia un’integrazione effettiva”.

Attualmente sono al vaglio 136mila richieste di asilo, si legge nella comunicazione del ministero guidato da Salvini: “Un numero significativo e con andamento crescente se si considera che lo scorso anno sono state presentate oltre 130mila istanze, di gran lunga superiori ai 119mila migranti sbarcati sulle nostre coste”. Poi il ministro Salvini mette sotto la lente di ingrandimento una norma introdotta nel 1998 sull’asilo. Secondo questa norma questo viene concesso quando ricorrono “seri motivi” di carattere umanitario, nei casi in cui non sussistono i requisiti per il riconoscimento della protezione internazionale”. Salvini la vuole depotenziare e rendere restrittiva perché secondo il leghista questa norma ha “di fatto legittimato la presenza sul territorio nazionale di richiedenti asilo non aventi i presupposti per il riconoscimento della protezione il cui numero, nel tempo, si è sempre più ampliato”. Così il ministro chiede di valutare con rigore questi “seri motivi”, che non possono essere “una mera constatazione di criticità”. Insomma porte chiuse. Si allinea con Salvini Giorgia Meloni, leader di Fdi. Il suo bersaglio la politica dell’accoglienza: “La protezione umanitaria – afferma – che esiste solo in Italia, consente a persone che non hanno diritto allo status di rifugiato di restare nella nostra nazione e va eliminata dal circuito dell’accoglienza”.

E il pugno di ferro sui migranti passa anche attraverso altri canali. Sempre oggi Salvini ha comunicato di aver spostato 42 milioni del budget del Viminale dall’accoglienza migranti ai rimpatri volontari. “Quello che fino a poco fa era un business che faceva arricchire pochi sulle spalle di molti – afferma – diventa un investimento in sicurezza. La voce è sempre quella, immigrazione, ma c’è modo e modo di usare i fondi che stanno sotto quella voce”. Intanto il ministro annuncia che la questione Brennero, diventata particolarmente calda negli ultimi giorni (con Vienna che si è detta pronta a introdurre “misure di protezione” al confine), sarà affrontata in un vertice a tre (Italia-Austria-Germania), previsto per mercoledì sera a Innsbruck.

Mentre si è svolta oggi una conferenza stampa del premier ungherese Victor Orban con Angela Merkel. “L’Ungheria non è lo stato di primo ingresso per i migranti – ha detto Victor Orban-. Ma lo è la Grecia”. “Non è nostro compito registrare i migranti che arrivano dalla Grecia non registrati. Noi pensiamo che la Germania debba rimandare indietro i migrati in Grecia e non in Ungheria”, ha aggiunto. “Si è chiarito che io e la cancelliera, che Germania e Ungheria vedono il mondo in un modo diverso. Ma aspiriamo a una stretta collaborazione”. Lo ha detto Victor Orban, oggi a Berlino, in conferenza stampa con Angela Merkel. “Sulla migrazione abbiamo prospettive molto diverse – ha sottolineato anche la cancelliera – per quel che riguarda Schengen e la distribuzione dei profughi. Collaboriamo bene, invece, per quel che riguarda Frontex e lo sviluppo in Africa, e il contrasto delle ragioni della fuga”, ha aggiunto Merkel.

Entra nella mischia anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz che ribadisce la lianea sovranista: “È la Germania che sta prendendo delle decisioni. Sono decisioni che potrebbero richiedere una nostra risposta”. Ha detto il cancelliere austriaco. L’Austria vuole “una soluzione europea”, cioè frontiere esterne più forti a salvaguardia di Schengen, ed è stata una “avanguardia” nel lottare per questo. “Non voglio speculare” su quanto faremo. “Siamo pronti per diversi scenari”.

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