martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

In Italia 1milione di bambini vive in miseria
Pubblicato il 02-07-2018


L’Istat che monitora la povertà del Paese ha lanciato l’allarme su centinaia di migliaia di minori che vivono in miseria. Proprio come la nota favola di Andersen “La piccola fiammiferaia”.

La fiaba così esordisce: “Era l’ultimo giorno dell’anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell’acqua, l’altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote. La bambina aveva molta fame e molto freddo.”

Oggi, per certi aspetti, milioni di bambini vivono una situazione miserevole e forse peggiore della piccola fiammiferaia: vendono consapevolmente loro stessi a spregevoli orchi che sporcano il mondo, sempre pronti ad approfittare delle situazioni disagevoli dei minori.

Il nostro dito è puntato in maniera cruda e diretta su di loro e sulla situazione di violenza di cui sono responsabili; i piccoli esseri umani, invece, che vivono in miseria e in condizioni di povertà estrema, non hanno alcuna responsabilità. Forse non ci farà piacere leggere di queste cose, così come negli anni Settanta i nostri genitori cambiavano canale quando la televisione ci proponeva le immagini sconvolgenti dei bambini del Biafra.

Non possiamo, non dobbiamo permettere più che dei ragazzini paghino le peggiori violenze che una società sempre più vigliacca è capace di infliggere loro, in quanto indifesi. Lo Stato, in questo caso, deve essere davvero inflessibile e di esempio, penetrando e rompendo il clima omertoso che avvolge la parte più buia e violenta della vita.

L’elenco degli abusi non può essere ridotto a tale, perché sono incommentabili le cose orripilanti e le peggiori porcherie che si possono infliggere ad un innocente. Coloro che praticano le punizioni più severe ai figli sono quegli stessi genitori che comprano la purezza per pochi spiccioli, spesso utilizzati per l’acquisto di droghe.

Siamo ben oltre i confini del male; siamo nella parte più fetida della società; siamo al mercimonio di fragili vite che non hanno chiesto di venire al mondo.

Tutto ciò non si risolve con la Misericordia; la Misericordia in questo caso ha bisogno dell’aiuto di una società che, soprattutto in un ricco Paese d’Occidente, si deve ribellare fino al punto di prelevare forzosamente i capitali accumulati con le più torbide speculazioni finanziarie, frutto del gioco d’azzardo dei banchieri che addebitano le perdite ai risparmiatori tenendo per loro i profitti.

La povertà ha bisogno di risorse, non di ladri. E, per favore, facciamola finita nei salotti più esclusivi di arrivare sempre alle solite conclusioni. Vale a dire che per aiutare i poveri non c’è altra soluzione che far diventare più ricchi i miliardari.

L’impoverimento dei cittadini di ultima generazione è un fenomeno nuovo e per questo dai risvolti sconosciuti. Sarei più cauto e allo stesso tempo determinato al posto di chi governa una miseria che sembrava sconfitta dal lavoro e dalle tutele sociali.

Angelo Santoro

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