martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La Grecia brucia. Si temono oltre 100 morti
Pubblicato il 24-07-2018


Wildfire in Penteli Mountain in AthensUna tragedia senza precedenti. Si temono più di 100 morti e si contano almeno 550 feriti negli incendi intorno ad Atene. Sono 74 le vittime accertate, 16 bambini sarebbero feriti gravi. Il governo pensa all’origine dolosa. Sono almeno 1500 le case distrutte, ha detto il sindaco di Rafina, sottolineando di non aver mai ricevuto alcun ordine di evacuazione dalle zone in fiamme.

La Farnesina è al lavoro per verifiche ed assistenza ai connazionali e ha diffuso un numero di emergenza in caso di necessità: +390636225.

In cima a una scogliera sono stati trovati i corpi di 26 persone morte mentre cercavano di scappare dal fuoco; alcuni di loro erano ragazzi. Secondo il capo della Croce rossa greca Nikos Economopoulos sono stati trovati abbracciati. In ospedale sono state ricoverate decine di feriti, almeno 11 in condizioni gravi. È il peggior incendio nel paese dal 2007, quando una serie di incendi uccise oltre 80 persone nel Peloponneso. Ci sono anche segnalazioni di molti dispersi.

Gli incendi estivi non sono rari in Grecia, ma quest’anno il vento e il caldo hanno creato una situazione particolarmente pericolosa. Già a poche ore dal loro inizio, gli incendi hanno distrutto decine di case e automobili, costretto centinaia di persone a lasciare le loro case e portato alla chiusura della più importante strada che collega la Grecia centrale al Peloponneso e che è stata riaperta martedì mattina. I venti sono diminuiti di intensità martedì, ma i vigili del fuoco hanno detto che gli incendi non sono ancora sotto controllo.

Non è stata fatta ancora una valutazione dei danni ai boschi, alle strutture e alle infrastrutture, ma i giornali parlano di una situazione molto grave. Non è chiara quale sia stata la causa degli incendi: la Corte Suprema della Grecia ha ordinato l’apertura di un’indagine sull’incendio nell’Attica dell’est e alcuni ministri del governo, compreso il ministro per la Protezione civile Nikos Toskas, ha lasciato intendere che gli incendi potrebbero essere stati dolosi.

Mati è un posto molto popolare soprattutto tra i pensionati e dove vengono organizzati molti campeggi estivi per bambini. Una testimone ha detto a Skai TV che «Mati non esiste più», e che gran parte delle case e delle altre strutture lungo la costa erano state distrutte dalle fiamme. L’incendio sembra essere cominciato più precisamente nella zona di Penteli, nell’entroterra tra le città di Rafina e Atene, ed essersi poi spostato verso la costa, affollata in questo periodo dell’anno da migliaia di turisti. Reuters dice che le fiamme e le nuvole di fumo si sono spostate molto velocemente a causa del vento che ha raggiunto anche gli 80 chilometri orari, rendendo complicata e caotica la fuga. Centinaia di persone sono corse verso il mare, dove poi sono state recuperate da decine di barche private e traghetti che passavano. La Guardia costiera e diverse barche di passaggio hanno evacuato via mare più di 700 persone che avevano cercato di mettersi in salvo lungo la costa.

L’altro grande incendio si è sviluppato in una zona boschiva vicino alla città costiera di Kineta, circa 50 chilometri a ovest di Atene. L’intensità del vento, e il fatto che nel corso della giornata abbia più volte cambiato direzione, hanno reso molto complicato il lavoro dei vigili del fuoco inviati sul posto per contenere l’incendio. Sono stati impiegati aerei Canadair, elicotteri e decine di camion. L’incendio ha portato all’evacuazione di decine di case nella zona. A qualche ora dall’inizio dell’incendio, anche ad Atene è cominciata ad arrivare cenere trasportata dal vento.

Oltre ai due incendi principali, se ne sono sviluppati altri, di minore intensità e i vigili del fuoco hanno fatto sapere che anche altre aree abitate sono a rischio. Il portavoce del governo ha detto che «la situazione è ancora critica» e che oltre alle operazioni di spegnimento del fuoco è in corso l’organizzazione dei rifugi e della distribuzione di beni di prima necessità a chi è rimasto senza casa.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras, tornato in anticipo da un viaggio ufficiale in Bosnia, ha parlato di una situazione «asimmetrica», per le dimensioni del problema e la scarsità delle risorse per risolverlo. Il governo greco ha richiamato nella zona degli incendi veicoli e mezzi dei vigili del fuoco dal resto della Grecia (in tutto, nelle operazioni, sono stati coinvolti 600 vigili del fuoco) e ha chiesto aiuto anche all’Unione europea e ad alcuni paesi: Cipro, Israele, Spagna, Bulgaria, Germania, Polonia e Francia hanno offerto di mandare soccorsi, se necessario. Da Cipro è arrivato un aereo militare con 60 vigili del fuoco e altri due aerei sono stati inviati dalla Spagna.

In mattinata Tsipras ha parlato al telefono con il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e con i capi di stato di Cipro e Bulgaria. Nel pomeriggio parlerà anche con Recep Tayyip Erdoğan, presidente della Turchia, e con Emmanuel Macron, presidente della Francia. Al Parlamento di Atene, in piazza Syntagma, la bandiera greca è stata issata a mezz’asta e in giornata si svolgerà una riunione di emergenza del governo a cui parteciperà anche il capo dei vigili del fuoco.

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