lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

L’affare migranti
Pubblicato il 17-07-2018


Sono anni ormai che i governi che si succedono sparano sulla questione dei migranti come fumogeni per confondere ogni cosa. La quasi totalità dell’informazione e dell’opinione pubblica è dedicata a questi pochi disgraziati che rischiano la vita per cercane una nuova.

Ma come si fa a pensare che qualche decina di migliaia di disperati possano mettere in crisi un Paese di 60 milioni di abitanti, facente parte del G7, nonché una delle dieci potenze economiche più importanti del mondo?!
Semmai, il problema è la sciatteria e il lassismo politico (cioè l’assenza di politiche di integrazione adeguate), sostenuto dall’ipocrisia dei benestanti che, dall’alto dei loro attichetti nei quartieri più chic della città, non sanno nulla dei disagi delle aree povere e delle periferie. Eppure, dal loro pulpito, danno lezioni umanitarie su come accogliere e gestire le emergenze.

Il punto è che se all’accoglienza non si accompagna la possibilità di un effettiva integrazione e inclusione sociale il risultato è che ai poveri della metropoli si aggiungeranno altri poveri, immigrati, che in quanto tali, cioè poveri non integrati, non inseriti nel mercato del lavoro, non occupati in alcuna attività, magari per il fatto che molti di loro si dedicano all’accattonaggio o stazionano nei parchi pubblici, nei parcheggi o nei pronto soccorso degli ospedali, danno l’idea di essere molti di più. Da qui, l’idea dell’ “invasione”.

L’immigrazione senza pianificazione degli interventi e integrazione è una buona occasione per la malavita, per il lavoro nero a basso costo e soprattutto per far vivere in emergenza un Paese che di emergenze ne ha davvero tante, ma certamente non quella dei migranti.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, oltre ad operare perché l’Europa faccia fronte comune sulle problematiche di una migrazione economica che diventerà sempre più pressante, contestualmente deve chiedere ai sindaci più intransigenza nell’applicare le leggi sull’ordine pubblico esistenti.

Gli anni Settanta è Ottanta in Italia si sono tristemente contraddistinti per i sequestri di persona che avvenivano regolamente, ma quando lo Stato ha applicato la legge sul sequestro dei beni e i familiari dei rapiti non hanno potuto più pagare il riscatto ai rapitori, l’affare si è sgonfiato fino a scomparire del tutto.

I malavitosi delinquono se c’è da guadagnare, non lo fanno certo per divertimento. Questo per dire che oggi la mafia non gira più con la coppola e la doppietta a tracolla, ma viaggia per il mondo in prima classe e dove c’è da fare affari si impegna con grande capacità e profitto.

Ora, sembra che vadano in Africa a convincere gli africani a venire in Italia per la modica spesa all inclusive di 5.000$ a testa, dove troveranno non solo una possibilità di futuro ma soprattutto l’assistenza sanitaria gratuita. Questo particolare spinge le persone che perdono la vita per una semplice infezione a salvare la loro vita nel nostro Paese.
Poi, per l’integrazione e il lavoro, si vedrà.
Bloccare le partenze dalle coste africane significa eliminare la possibilità di speculare dei mafiosi che, perdendo l’affare, smetteranno di sradicare gli africani dalle loro case e dai loro affetti.

In Africa le guerre provocate ad arte da noi occidentali per depredarne i territori in questo momento scarseggiano, i migranti sono tutti economici…o quasi.

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