mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’aria (brutta) che tira
Pubblicato il 16-07-2018


Come avrebbe narrato e commentato il mitteleuropeo Enzo Bettiza, di cui il prossimo 28 luglio ricorre il primo anniversario della scomparsa, i tumultuosi e drammaticamente grotteschi eventi della cronaca e della politica nostrana ed europea?
Come avrebbe giudicato ad esempio, lui che fu esule e profugo, l’iterazione dissennata della propaganda elettorale goebbelsiana che il capo leghista Salvini seguita a condurre, mettendo a rischio centinaia di vite umane nel Mediterraneo, arrivando al punto di proporre di tagliare i fondi europei destinati all’assistenza dei migranti (cosa che non può fare, non essendo quei fondi nella disponibilità del Viminale).
E ancora: quale sarebbe stata la sua reazione nell’apprendere che il Vicepremier italiano (Premier f.f. per la precisione) si sarebbe recato a Mosca per assistere alla finale della Coppa del Mondo di calcio al solo scopo di tifare Croazia, laddove insiste la heimat dalmata (Spalato) che il giovane Bettiza dovette abbandonare con la sua famiglia insieme a migliaia e migliaia di infelici a causa della politica imposta dal regime titoista jugocomunista, dove gli italiani di Istria e Dalmazia erano indesiderati e trattati alla stregua di cani in chiesa?
Ovviamente non è dato saperlo ma si può tranquillamente presumere che il grande italo-croato, epigono del pacifico multiculturalismo avrebbe quantomeno storto il naso di fronte a un esponente del governo italiano che “motu proprio” si è recato ad una manifestazione sportiva di rilievo planetario per fare il tifo per la squadra di una nazione che, al netto della simpatia che sotto il profilo calcistico la squadra croata ha ben meritato, non sembra voler fare i conti con la propria terribile storia del secolo scorso, intrisa di razzismo e crudele xenofobia (a proposito, vivissimi complimenti ai creativi della Nike, la multinazionale dell’abbigliamento sportivo che non ha trovato niente di meglio da fare che confezionare la seconda divisa della nazionale balcanica, indossata in ben tre partite del torneo, con un bel nero ustascia!), impegnata nella finalissima , dopo aver disputato un splendido mondiale, con la Francia del multiculturalismo, al solo scopo di eccitare gli animi dei suoi supporters, webeti (imbecilli e ignoranti) che sui social si sono scatenati in un festival di odiosa idiozia razzista (es. il mondiale l’ha vinto l’Africa) che, una volta di più, ci offre il desolante spaccato di un’Italia incattivita e infilata in una spirale di odio e di rancore verso chi italiano non è (in particolare se ha la pelle nera o i tratti maghrebini) del tutto immotivati.
Forse Bettiza avrebbe rammentato il trattamento che molti italiani (la maggior parte) riservarono ai profughi istriani e dalmati di lingua italiana, speculare a quello che molti italiani (la maggior parte,visto il successo che Salvini sembra mietere nell’opinione pubblica) riservano o vorrebbero riservare ai migranti del XXI secolo: disprezzo, emarginazione se non segregazione, i principali ingredienti dell’odio razziale.
A ottant’anni dalla promulgazione delle fascistissime leggi razziali, in Italia è ripresa a tirare una gran brutta aria che purtroppo grazie al Sciur Salvini e ai suoi sempre più numerosi fans, sta diventando un pericoloso vento contro cui la politica, con il supporto dell’opinione pubblica sana anche se apparentemente minoritaria, ha il dovere di resistere avendo la possibilità e gli strumenti cambiarlo codesto ventaccio.
Prima che sia davvero troppo tardi.

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Purtroppo, però, vedo, da parte della classe politica, un pericoloso immobilismo. Come Salvini arringa le folle e fa proseliti, allo stesso modo la sinistra dovrebbe unificarsi, subito, e promuovere concrete iniziative, prima che sia troppo tardi.

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