lunedì, 19 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LAVORO COMUNE
Pubblicato il 10-07-2018


parlamento

Sabato scorso il Psi in occasione di un convegno organizzato dalla rivista Mondoperario ha riunito attorno al un tavolo diversi pezzi dell’opposizione. Un fronte, anche se con estrazioni, storie e provenienze politiche diverse, unito nel contrasto al governo. Un governo pericoloso, autoritario che ricorda, per usare le parole di Nencini, “una stagione simile a quella vissuta dall’Italia nel 1919-1922”. Oggi Nencini è tornano sul tema lanciando un appello. Un appello a costruire “un’opposizione larga e coesa” a partire dal Parlamento, “individuando una forma organizzativa più adeguata a fronteggiare” la situazione politica attuale “che presenta caratteristiche anomale, del tutto simili a periodi della storia del Novecento che nessuno di noi rimpiange”.

È quanto si legge in una lettera inviata dal segretario del PSI, Riccardo Nencini, ai leader di partito Maurizio Martina, Emma Bonino, Pierferdinando Casini, Nicola Fratoianni, Pietro Grasso, Beatrice Lorenzin, invitandoli a un incontro poiché “è opportuno, almeno sulle questioni più rilevanti – dalla legge di stabilità alla politica estera – costruire un terreno di lavoro comune” che porti la sinistra a riconciliarsi “con le piazze e le periferie” ha scritto ancora Nencini.

Nell’appello a firma di Nencini, il leader socialista sottolinea come i principali partiti democratici e riformisti condividano “una doppia preoccupazione: il logoramento del vincolo che lega l’Italia all’Unione Europea con probabili e profondi cambiamenti nella nostra politica estera” e “l’emergere di un diffuso sentimento, un impasto di rancori e paure che, alimentato dalla maggioranza di governo, mette a rischio i pilastri della democrazia parlamentare”. Nencini riconosce che anche le forze democratiche “con pesi diversi, portano la responsabilità degli errori commessi”, principalmente legati ad un’azione politica “troppo legata al presente, spesso carente di una visione lunga. In politica lo ‘strabismo’ è una qualità che non sempre abbiamo coltivato”.

Di fronte a questo scenario, per Nencini è necessario cerare “un’opposizione che si trasformi in alternativa credibile” perché se ciò non avvenisse e i riformisti “si muovessero in ordine sparso” le forze repubblicane sarebbero “destinate alla marginalità”.

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