venerdì, 20 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Italia Città aperta
Pubblicato il 02-07-2018


Nei giorni scorsi, mi sono fermato a riflettere sulle seguenti notizie : 1) In Italia, più di 5 milioni di persone vivono in una condizione di povertà, corrispondenti a circa 1,8 milioni di famiglie; 2) Il 26,5% degli universitari meridionali è inscritto alle Università del Centro Nord; 3) Secondo uno studio della Brooings Istitution, nella Città di Atlanta, negli ultimi 15 anni, mentre al centro la povertà è rimasta stazionaria, nei sobborghi il numero degli indigenti è aumentato del 159% e in Città come Las Vegas e Austin, la povertà è aumentata, rispettivamente del 139% e del 129% ; 4) In Campania, il 25% dei residenti è indigente e il 37% dei giovani non studia, né lavora; 5) Paolo Ventura, sul supplemento del Corriere della Sera, sostiene che i quartieri e le periferie possono dare impulso al benessere e allo sviluppo. Sembrano argomenti indipendenti l’uno dall’altro. Secondo me, sono fenomeni provocati dalla stessa visione dell’economia, che si è riaffermata, a partire, dagli anni 90 del secolo scorso. L’esplosione mercantilistica della globalizzazione trovò, nella fine dell’impero comunista ( caduta del muro di Berlino) e nella crisi dei suoi Partiti fratelli, dei validi alleati. Infatti, nel 1990, nel golfo di Napoli, a bordo del Britannia, personaggi, a servizio dei poteri forti, programmarono iniziative, che dovevano provocare la vittoria del liberismo. Anche l’indebolimento dell’internazionale socialista, favorito dall’ assassinio del Partito socialista italiano ( e la morte di un leader,come Craxi), favori il liberismo, che, un po’ alla volta, si è trasformato in mercatismo. E’ bene ricordare che il mercatismo, liberismo senza valori, ha fatto rinascere la certezza che “l’uomo è lupo per l’altro uomo”. Se ci guardiamo intorno, troviamo la dimostrazione di ciò nei comportamenti delle imprese e, anche, delle ONG.

L’aumento delle diseguaglianze è una delle conseguenze. Quando il mondo era bipolare, gli effetti, in Europa, delle scelte di Wall Street venivano ostacolati e mitigati dalle scelte di politica economica degli Stati Europei. In Italia, lo Stato era presente nell’economia e fungeva da baluardo contro la penetrazione dei poteri forti e politici, come Craxi e Andreotti, tenevano testa all’imperialismo economico e a quello ideologico. Verso la fine del secolo scorso, l’Italia iniziò ad essere come “ Roma, Città aperta” e iniziò la svendita dei nostri gioielli economici ad investitori pubblici e privati di altri Stati. Da molti anni, i “cervelli economici” statunitensi, con il consenso dei Padroni degli Stati arabi-africani, succhiano ricchezze da questi paesi, creandovi povertà e fuggiaschi verso i Paesi europei. Dove stanno provocando sentimenti utili ai sovranisti e ai populisti. Molti politici capirono che, dopo tangentopoli, il nostro Paese andava perdendo autorevolezza sul piano internazionale; i cittadini diventavano meno liberi e perdevano potere contrattuale; la classe media incominciava a viaggiare verso la povertà. Nell’attuale confronto politico, sentiamo proposte per gli imprenditori, per i ricchi e per i poveri ( reddito di cittadinanza).

La classe media sta diventando la “gente dimenticata” (forgotten men), espressione coniata da Trump. Tra gli economisti, che frequentano Davos , stanno aumentando quelli, che sono concordi nell’affermare che le future generazioni saranno costrette a vivere da braccianti (“ vivere alla giornata”) e che la classe media è destinata a diventare sempre più marginale, in senso economico e sociale. Il processo di allargamento della povertà è stato trattato da Matthew Desmond, nel “Rapporto sullo stato abitativo delle Nazione”. Uno degli indicatori di tale processo è rappresentato dal rapporto tra le entrate di una famiglia e le spese per l’abitazione e i servizi. Desmond riferisce di città, come quella di Miwaukee ( Wisconsin), in cui il costo del fitto di un’abitazione è uguale al 70% dei guadagni. Come non pensare ai giovani meridionali, che dovendo lavorare al Nord, sono costretti a pagare, per un monolocale, circa il 50% dello stipendio, e alle famiglie sulle quali, a Milano, grava un fitto mensile di 1.000 euro ? E, che dire del continuo aumento del costo dei servizi per la casa ( da luglio, per luce e gas,aumenteranno dell’8,2%). Un’altra conseguenza del mercatismo è l’aumento anche delle diseguaglianza territoriali: zone, che diventano sovrappopolate e zone, che si spopolano. Potrei continuare per cercare di dimostrare che, se non cambia la qualità della politica, la profondità del burrone sociale aumenterà. Spero che il popolo italiano cominci a ragionare in una logica europea. Per il bene della nostra società e delle future generazioni, devono rinascere partiti, che hanno valori e modelli di società a cui ispirarsi. Dopo la presa d’atto che il comunismo è passato di moda e il liberismo è stato ucciso dal mercatismo, restano solo due opzioni: quella socialdemocratica e quella, che si rifà ai valori cristiano-sociali. Prima nasceranno e prima finiranno i populismi, i sovranisti e la politica di basso profilo.

Luigi Mainolfi

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