venerdì, 20 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Migrante cresciuto in Germania suicida dopo rimpatrio
Pubblicato il 12-07-2018


salvini seehoferLa linea dura sull’immigrazione in Germania sta già portando a nefaste conseguenze. Un ragazzo afgano di 23 anni si è impiccato appena arrivato a Kabul dentro l’hotel “Spinsar”, era stato rimpatriato dalla Germania dopo che la sua domanda di asilo era stata respinta in via definitiva dal Tribunale di Amburgo, dove viveva dall’età di 15 anni.
Il giovane era stato recentemente rimpatriato insieme ad altri 68 connazionali, e il provvedimento aveva scatenato l’entusiasmo del ministro dell’Interno, Horst Seehofer, che sull’immigrazione tiene una linea dura.
“Tra tutte le cose, nel giorno del mio 69 compleanno, e non l’ho ordinato io, 69 persone sono state rimandate indietro in Afghanistan”, aveva detto il ministro, frase che già gli aveva attirato critiche e che adesso gli torna indietro come un boomerang, tanto che alcuni parlamentari hanno chiesto le sue dimissioni.
Seehofer, pur dicendosi “dispiaciuto” dell’accaduto ha escluso di volerle dare le dimissioni, parlando con i cronisti a margine dell’incontro avuto con il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini.
Non è un caso poi che per la pericolosità della vita in molte aree dell’Afghanistan ancora in guerra, in passato Merkel aveva stabilito che il governo tedesco avrebbe espulso e rinviato in Afghanistan solamente i criminali e le persone considerate un pericolo per la Germania. Inoltre le autorità afghane si sono lamentate del fatto che Berlino ha deportato un cosi’ grande gruppo di loro concittadini, in quanto gli accordi prevedono un massimo di 50 persone rimpatriate per volo. Dei 69 deportati, 51 venivano dalla Baviera, terra d’origine di Seehofer, dove a breve si terranno le elezioni, il vero ‘movente’ della linea dura di Berlino sugli immigrati.
Una linea condivisa dal suo omologo italiano, Matteo Salvini che al termine del bilaterale con il bavarese Seehofer ha concordato “un percorso comune tra i due Paesi” con l’obiettivo di “ridurre gli arrivi e aumentare le espulsioni” di migranti.

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