lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nencini, investimenti per combattere precariato
Pubblicato il 24-07-2018


lavoro_giovani_operai_“Dal decreto dignità una cosa buona, l’abolizione della pubblicità sul gioco d’azzardo posizione che i socialisti hanno sempre sostenuto in questi anni. Ma molte cose cattive. Non si combatte il lavoro a tempo determinato con una legge di tipo comunista ma lo si combatte rilanciando l’economia, finanziando le buone aziende e lavorando sui grandi investimenti infrastrutturali”. Lo ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini a poche ore dalla presentazione del dl dignità in Aula. Anche Confindustria va all’attacco. Sono molti i punti criticati dagli industriali. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia li ha messi sul piatto durante una intervista alla masterclass tenuta al Giffoni film festival. “Senza alcuna polemica – ha detto Boccia – devo dire che il decreto dignità è antitetico al contratto di programma, che verte su due elementi, reddito di cittadinanza e flat tax. Invece si aumenta il costo dei contratti a tempo determinato e il costo dei licenziamenti. Sarebbe bello capire – ha aggiunto – anche dagli esponenti della Lega cosa ne pensano in merito alla Flat tax, perché i cittadini la somma algebrica delle tasse la sanno fare”.

Insomma non sono per nulla positive le considerazioni degli industriali. Come Confindustria “noi vorremmo contribuire con le nostre spiegazioni economiche a raggiungere gli obiettivi politici del governo del Paese. Quindi abbiamo segnalato alcuni miglioramenti all’interno del decreto dignità che eviterebbero di creare ansia nel mondo delle imprese e aiuterebbero a raggiungere proprio quei fini che il governo si pone, con il decreto, in merito ai contratti a termine e alla delocalizzazione” ha ricordato. “Spero che nessuno si offenda, bisogna abituarsi alle critiche in questo Paese e confidiamo che il governo possa migliorare quel decreto. Detto questo, è evidente che non è con un decreto dignità che si fa un salto di qualità nell’economia del Paese. È una parentesi, un provvedimento: noi abbiamo valutato quello e non il governo. Da qui ad arrivare a settembre con il decreto di bilancio e il nodo risorse – ha concluso Boccia – è un’altra partita”.

Il Pd intanto avrebbe confermato la proposta di cancellare gli aumenti degli indennizzi in caso di licenziamento illegittimo previsti dal decreto, oggetto di polemiche in questi giorni anche all’interno del Pd. La proposta, a firma Lepri e Serra chiede di “sopprimere” l’intero articolo 3 del decreto. “Il Pd – puntualizza però la capogruppo in commissione Debora Serracchiani – non ha segnalato l’emendamento” al decreto dignità “sugli indennizzi così come indicato dalla segreteria. Si tratta di un richiamo tecnico perché altri partiti ne hanno segnalato di uguali ma non è tra quelli che il Pd intende discutere”. Così la capogruppo Dem in commissione Debora Serracchiani Lavoro spiega la presenza dell’emendamento nel fascicolo dei segnalati al vaglio Delle commissioni. “Noi vogliamo che si percepisca di più” aumentando le indennità di conciliazione.

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