martedì, 20 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

LOBBY AL SOLE
Pubblicato il 03-07-2018


lobbisti-fina

Un regolamento per le lobby al Senato. Il segretario del Psi Riccardo Nencini è tornato sul tema proponendo un regolamento per Palazzo Madama dopo che, lo scorso anno, da viceministro lo aveva istituito presso il ministero delle Infrastrutture. Un regolamento analogo era stato istituito tramite l’ufficio di Presidenza della Camera, applicato però alla sola Camera dei Deputati. Per promuovere i principi di pubblicità e trasparenza delle Istituzioni, il senatore Riccardo Nencini, segretario del Psi e vice presidente del Gruppo Misto a Palazzo Madama, ha presentato oggi, nella sala stampa della Camera dei Deputati, la sua proposta.

Si tratta di un “regolamento dell’attività di rappresentanza degli interessi dentro e fuori le sedi del Senato” che introduce importanti novità rispetto al testo approvato, nel marzo 2017, dall’Ufficio di Presidenza della Camera. Nencini, primo parlamentare ed ex membro del governo ad istituire spontaneamente un registro pubblico degli incontri con i portatori di interesse presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha infatti messo in chiaro, già nel titolo della proposta, che l’attività di lobby va monitorata non solo quando si svolge all’interno delle sedi del Senato, ma anche all’esterno.

“L’Italia – ha detto Nencini nel corso della conferenza stampa – è uno dei pochi paesi nell’Unione europea che non ha una normativa legata alla regolarizzazione dell’attività di gruppi di interesse. Ci sono state delle iniziative, la prima è stata la Toscana nel 2001. Il sottoscritto nel ministero nelle Infrastrutture nella scorsa legislatura ha istituito un registro. Lo ha fatto anche Calenda nel proprio dicastero. Ora ho presentato un nuovo regolamento che riguarda i gruppi di interesse, ovviamente per il Senato. Il testo ha della variazioni rispetto al testo in vigore per la Camera ancorché sospeso”.

Nencini ha spiegato che il testo attuale “riguarda soltanto le attività lobbistiche all’interno di Montecitorio. Nel regolamento che presenterò invece la registrazione dell’attività è prevista sia se questa avviene dentro le mura del palazzo sia fuori. Il secondo punto riguarda i soggetti che devono dare notizia della loro attività. Quindi il lobbista, ma a questo si aggiungono sia i senatori sia funzionari e gli alti dirigenti. Non prevedere di registrare il contatto del lobbista, che io reputo legittimo, con un alto funzionario, è una lacuna grave, perché spesso è il dirigente che accompagna il testo della legge nel suo percorso in Aula. Pensiamo alla legge di stabilità per esempio. La politica ne dà l’indirizzo, ma poi spesso la norma viene scritta e accompagnata dai dirigenti”.

“Ultima variazione – ha aggiunto Nencini – riguarda la violazione della norma da parte del Senatore. Perché mentre per il lobbista in caso di grave mancanza si prevede la cancellazione dal registro, per il Senatore manca una sanzione. Si prevede in questo caso una sanzione costituita dalla sospensione dei lavori d’Aula con il conseguente taglio della diaria”.

In conclusione il senatore socialista ha fatto un accenno alla vicenda dello stadio della Roma. “Non è che un regolamento o una legge – ha premesso – possano ovviare a eventuali casi di corruzione. Sottolineo eventuali, perché tutto è da provare. Però saremmo stati in grado di mettere in mutande il senatore o il deputato che abbia incontrato il signor Tizio anche fuori dalle mura di Montecitorio o di Palazzo Madama. Aggiungo con il beneficio che le cose che abbiamo letto sui giornali siano rispondenti a verità e mi domando: L’attuale vice presidente del Consiglio era al momento in cui venne adottato il regolamento della Camera, vicepresidente di Montecitorio. Quindi uno dei protagonisti nel momento in cui il regolamento è stato adottato. Se, e sottolineo il se, gli incontri di cui si legge ci sono stati e hanno coinvolto più uomini politici e delle istituzioni, mi domando se non siano in contraddizione, Di Maio in testa come vicepresidente della Camera, uno dei promotori di quel regolamento, rispetto a eventuali incontri?”

“Nel momento in cui affermi un principio – ha aggiunto Nencini – quel principio assume valore universale. E quel valore non si fa chiudere nelle mura di un edificio. Lascio il quesito in forma aperta. Se il vicepresidente dell’attuale governo volesse rispondere – ha concluso Nencini – sarei felice di ascoltarlo.

Oltre alla definizione dell’attività di rappresentanza di interessi, il Regolamento proposto da Nencini per il Senato prevede l’istituzione di un registro dei lobbisti precluso sia a chi ha subito condanne definitive per reati contro la PA o la fede pubblica o il patrimonio, sia a chi ha ricoperto, nei 12 mesi precedenti all’iscrizione, cariche di governo o svolto mandato parlamentare.

Gli incontri dei senatori con i lobbisti dovranno essere registrati e resi pubblici in un’apposita sezione dedicata sul sito istituzionale del Senato.

Importante novità introdotta da Nencini rispetto al Regolamento della Camera è l’estensione dell’obbligo per i lobbisti di comunicare anche gli incontri con i funzionari e i dirigenti del Senato

Proprio nel primo giorno della XVIII Legislatura, lo scorso marzo, Riccardo Nencini aveva depositato il disegno di legge già presentato nel maggio del 2013, che propone l’introduzione di una normativa generale per regolamentare, in assenza di una legge, le attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei decisori pubblici.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento