sabato, 21 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Padova, Carrara, Napoli. Altri tre operai morti sul lavoro
Pubblicato il 12-07-2018


morti-lavoro-3-704x385Cresce il numero delle morti bianche. In due città diverse, due operai sono morti sul posto di lavoro ieri, mentre martedì a Napoli un altro ragazzo di appena 21 anni ha perso la vita per un lavoretto in nero.
Ieri mattina a Marina di Carrara è morto Luca Savio, travolto da un blocco di marmo. L’uomo aveva 40 anni e aveva un contratto di soli sei giorni, aveva firmato il 6 luglio, ma aveva iniziato a lavorare il 9 luglio. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore dopo essere stato schiacciato dal blocco ha avuto un arresto cardiaco, conseguenza dei gravissimi traumi riportati. I soccorritori hanno provato a rianimarlo sul posto per 30-40 minuti, ma purtroppo non c’è stato niente da fare.
“Siamo di nuovo qui a piangere un altro morto sul lavoro a Carrara. È già il secondo in pochi giorni. Ma oramai
anche le nostre lacrime sembrano appartenere alla vuota routine. È ora di dire basta a questa strage oramai
quotidiana”, così il presidente di Acli Toscana, Giacomo Martelli sulla sciagura avvenuta.
Secondo i dati diffusi dalla Regione Toscana, in 10 anni gli infortuni subiti dagli operai nelle cave delle Apuane è sceso dai 174 del 2006 ai 61 del 2016, ma nello stesso arco di tempo è aumentato il numero gli infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016. Il 2017 è stato l’anno migliore durante il quale non si sono registrate perdite sul lavoro, mentre dall’inizio del 2018 quello di oggi rappresenta il secondo infortunio mortale nel settore del marmo.
Sempre ieri a Campodarsego, in provincia di Padova, un operaio 45 anni, di Modena e titolare di una ditta esterna che lavorava per la Maus, è morto cadendo da una impalcatura. Il lavoratore stava effettuando lo smontaggio di un macchinario, che doveva essere imballato per poi essere spedito negli Stati Uniti, quando all’improvviso ha perso stabilità ed è caduto, sbattendo violentemente la testa su un altra macchina e procurandosi un profondo taglio che ha causato un arresto cardiocircolatorio.
Negli ultimi mesi la Maus, che annovera una 40ina di dipendenti, è stata al centro di diverse vertenze sindacali. “Si tratta di un’azienda ad altissima tecnologia- spiega Loris Scarpa, segretario provinciale di Fiom- le difficoltà economiche rischiano troppo spesso di riflettersi sugli investimenti per la sicurezza. È una situazione devastante”.
Martedì a Napoli Salvatore Caliano, ha perso la vita nel cuore di Napoli mentre puliva il lucernario dell’ascensore in un palazzo di via Duomo. La vetrata non ha retto e il ragazzo è precipitato dal quarto piano. Salvatore lavorava per il bar Tico di via Duomo, all’incrocio con via San Biagio dei Librai. Era entrato in quel palazzo, al civico 238, per un lavoretto che gli sarebbe servito ad arrotondare. Nel quartiere, tutti sapevano di quell’incarico a nero. Alla tragedia della morte, il tentativo squallido di occultare il lavoro in nero: “Aveva accettato di pulire un lanternino nella sua ora di spacco, a pranzo – sostiene una signora – lo dimostra il fatto che avesse ancora i guanti”. Una versione confermata anche da altri testimoni: “I guanti glieli hanno tolti solo in ospedale, non ci vengano a dire che era salito in quel palazzo per portare il caffè perché è una menzogna”, afferma un altro soccorritore.

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