sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Propaganda politica, novità lanciate da Facebook
Pubblicato il 16-07-2018


propaganda-socialDa quando abbiamo lanciato la nostra campagna per il monitoraggio della propaganda politica sui social la materia, oltre a essere rimasta al centro del dibattito pubblico, ha avuto numerose evoluzioni.

L’ultima proprio in queste settimane, con l’introduzione da parte di Facebook di due novità.

Le sponsorizzazioni Attive

È ora possibile navigare su qualsiasi pagina Facebook e vedere l’elenco dei post sponsorizzati attivi in quel momento. Facciamo un esempio con la pagina dei Radicali italiani per rendere il tutto un po’ più chiaro.

Ogni pagina fan ha ora un tab sulla sinistra chiamato “Informazioni e inserzioni”, in cui viene pubblicato l’elenco delle inserzioni attive gestite da quel profilo. In aggiunta viene anche data la possibilità di monitorare tutte le volte che la pagina ha cambiato nome nel tempo.

novità-inserzioni-facebook

In questo caso Radicali italiani sta sponsorizzando un solo contenuto, e non ha mai modificato il nome della pagina da quando è stata creata il 4 maggio del 2010. Parliamo di informazioni preziose, ma comunque limitate. Gli utenti infatti non hanno un storico delle inserzioni, e non è possibile accedere ad un archivio storicizzato. Questione che però viene affrontata grazie alla seconda novità introdotta da Facebook.

L’Archivio della propaganda politica su Facebook

Il secondo elemento nuovo lanciato dal social di Palo Alto è un archivio delle inserzioni con contenuti di natura politica. Già presente negli Stati Uniti da maggio, sarà estesto anche al Brasile in vista delle prossime elezioni generali di ottobre.

L’archivio include le inserzioni di Facebook e Instagram che sono state classificate come inserzioni con contenuti di natura politica o relativi a questioni nazionali di importanza pubblica. Ad esempio, potreste trovare inserzioni sui candidati eletti, candidati per cariche pubbliche o temi come l’istruzione o l’immigrazione. Contiene tutte le inserzione che sono state avviate dal 7 maggio 2018, e queste saranno disponibili per circa 7 anni.

Navigare l’archivio è molto interessante, e vengono fornite una serie di informazioni che fino ad oggi non erano disponibili. Innanzitutto, visto che parliamo di sponsorizzazioni di contenuti politici, vengono rese disponibili sia quelle attive, che quelle non attive.

Per entrambe le tipologie poi, vengono comunicate le prestazioni delle inserzioni. Dall’ammontare di soldi spesi per la sponsorizzazione (non viene esposta la cifra esatta, ma una fascia di spesa), al numero di visualizzazioni, passando per tutti i dettagli del pubblico (età, sesso e luogo). Le informazioni sono poi disponibili per inserzionista (qui per esempio tutte quelle del presidente Trump).

L’archivio è disponibile in italiano, ma non ancora in Italia, nel senso che non è possibile per gli utenti segnalare contenuti politici, e visualizzare quelli che riguardano il nostro paese. Navigandolo è possibile trovare alcuni contenuti e post scritti da politici italiani (come in questi casi), ma solo perché, probabilmente erroneamente, sono stati selezionati utenti americani come target di riferimento.

E in Italia?

Per ora ancora nulla. Anche se, grazie al lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi, un archivio delle sponsorizzazioni di politici e partiti su Facebook è già disponibile.

Rilanciando il Political Ad Collector creato da ProPublica, testata indipendente americana, da oltre 5 mesi monitoriamo quotidianamente la propaganda social nel nostro paese. Abbiamo raccolto oltre 1.000 inserzioni, grazie al contributo degli utenti che hanno deciso di installare l’estensione sul proprio browser (qui per Firefox e qui per Chrome).

Mentre Facebook prende piccoli passi avanti verso la trasparenza, in Italia la legislazione in materia sembra ancora essere molto indietro. Gli aspetti centrali che vanno risolti riguardano due leggi: la 515 del 1993 e la 212 del 1956. La prima regola lo svolgimento delle campagne elettorali per le elezioni sia della camera che del senato, disciplinando l’obbligo di pubblicità per spese e contributi relativi al periodo elettorale. La seconda legge invece regola in maniera specifica la propaganda elettorale, più precisamente il cosiddetto silenzio elettorale.

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