lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Rallenta la crescita e Tria mette la mani avanti
Pubblicato il 23-07-2018


triall ministro dell’Economia Giovanni Tria rassicura i leader delle maggiori potenze mondiali: niente manovra-bis perché la crescita sta rallentando e soprattutto torna a ripetere chiaro e tondo che “il programma di governo” sarà applicato “entro i limiti delle compatibilità di bilancio”. Gli dà man forte anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che lo affianca al vertice internazionale, il quale avverte: “Sono aumentati i rischi al ribasso sulla crescita”. “Se la crescita rallenterà – ha spiegato il ministro dell’Economia che ha incontrato il collega Usa Mnuchin – è ovvio che le manovre economiche sono più complicate, di fronte a un rallentamento non si faranno manovre pro-cicliche”.

Un modo per mettere la mani avanti e mandare un massaggio anche al governo di cui fa parte. Tria tiene in mano i cordoni della borsa ed è a lui che è affidato il compito di tenere in conti in ordine. Ed è ovvio che in uno scenario internazionale al ribasso, con un Pil interno rivisto al ribasso nelle aspettative dei prossimi mesi, i margini di manovra e di spesa concessi al governo si riducono. Infatti le reboanti promesse elettorali sono quasi del tutto fuori dal dibattito politico ormai incentrato quasi esclusivamente sulla questione migranti che è a costo zero.

Il rallentamento globale può significare anche per l’Italia un ”rallentamento della crescita che rimarrà positiva però con un rallentamento rispetto alle previsioni. D’altra parte sono già uscite le stime da parte dell’Ue che segnalavano un rallentamento dei princiapoli paesi europei. L’Italia segue il profilo della congiuntura internazionale”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a margine dei lavori del G20 in Argentina.

Il G20 ”è stata un’occasione per spiegare le intenzioni del governo italiano, e l’accoglienza è stata sempre molto positiva” continua Tria, spiegando la ”volontà di applicare il programma del governo, mantenendosi ovviamente quei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l’instabilità”.

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