mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Salvini chiude i porti alla nave della Guardia costiera
Pubblicato il 10-07-2018


guardia costiera diciottiIl Ministro degli Interni alza i toni sull’immigrazione e arriva a bloccare la nave della Guardia costiera, la Diciotti, che nella notte ha preso a bordo i 66 migranti soccorsi lunedì da un rimorchiatore battente bandiera italiana al largo delle coste della Libia. La nave italiana Vos Thalassa, un rimorchiatore a servizio di piattaforme petrolifere è, infatti, intervenuta ieri sera per recuperare una sessantina di migranti e “ha anticipato l’intervento della guardia costiera libica che era già stata allertata”. Ma successivamente la nave ha lasciato i migranti a una nave della guardia costiera italiana, la Diciotti. Adesso però la nave non si sa dove potrà attraccare, il Viminale che ha dato indicazioni sul porto d’arrivo dell’imbarcazione della Guardia costiera.
“Orgoglioso della Guardia Costiera italiana – scrive su twitter il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli – che con nave Diciotti ha preso a bordo 60 migranti che stavano mettendo in pericolo di vita l’equipaggio dell’incrociatore italiano Vos Thalassa. Ora avanti con indagini per punire facinorosi”.
Ci sarebbe stata una rissa delle minacce sull’incrociatore e secondo alcune alcune ricostruzioni, sembra che la reazione violenta fosse stata condizionata dall’annuncio che i migranti sarebbero stati trasferiti ai libici, che li avrebbero riportati in Libia, paese dove vengono compiute sistematiche violazioni dei diritti umani. L’equipaggio della Vos Thalassa – tutto composto da italiani – è stato minacciato da alcuni migranti soccorsi all’arrivo in zona di una motovedetta libica. La linea del governo è però difficile da conciliare con le normative internazionali, europee e nazionali in vigore. I migranti a bordo della Diciotti, infatti, si trovano già in territorio italiano e il loro respingimento automatico è vietato: le norme internazionali, quelle dell’Unione Europea e anche quelle italiane garantiscono loro la possibilità di richiedere una qualche forma di protezione.
E mentre si annuncia che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte coordinerà un vertice con Salvini, Trenta, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sulla situazione migranti. Tuttavia Salvini non c’è perché è in visita alla baraccopoli di San Ferdinando, in Calabria, dove è stato contestato dai migranti che lui attacca quotidianamente.
Per cercare di giustificare i toni continui da ‘campagna elettorale’ del Capo del Viminale il ministro Moavero Milanesi ha dichiarato: “Salvini è anche leader politico e quindi usa un linguaggio da leader politico, il ministro degli Esteri non ha una forza politica e usa un linguaggio di tipo più istituzionale, ma non vedo differenze tra noi. In tutta franchezza non credo ci siano divergenze di posizione in seno al governo. Mi confronto quotidianamente con i colleghi. Sulla migrazione c’è un contatto quotidiano tra il ministro degli Esteri e ministro degli Interni”.
Nel frattempo il governo italiano cerca di smussare le divergenze emerse nelle ultime ore tra M5S e Lega sulle missioni internazionali – a partire da quella Sophia – e, in un vertice a Palazzo Chigi prepara il documento che il vicepremier Matteo Salvini porterà mercoledì alla riunione dei ministri dell’Interno nella città tirolese di Innsbruck, il primo summit in assoluto sotto la presidenza austriaca. Un summit al quale il governo italiano, rappresentato da Salvini, si recherà compatto su tre punti innanzitutto, il rafforzamento delle frontiere esterne, il “niet” ai movimenti secondari e un incremento degli aiuti alla Libia.

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