martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Salvinisti di tutta Europa unitevi…
Pubblicato il 02-07-2018


Salvini ha ricevuto il suo bagno di folla nella Pontida bossiana, senza Bossi e con lo slogan “Prima gli italiani”, proprio nella terra che aveva sancito la nascita della Padania. Salvini ha fondato la Lega due, non più Nord, ma nazionale, anzi nazionalista, e da ieri anche “populista”, e non solo per giustificare un’alleanza di governo negata in campagna elettorale, ma per alzare un’Opa sui Cinque stelle. Il disegno é ancora più ambizioso: creare la Lega delle Leghe, in tutta Europa, contro Bruxelles, anzi far cadere il muro di Bruxelles. Fuori dai partiti tradizionali, dal bipolarismo, ormai in crisi quasi ovunque, popolari-socialisti.

Salvini ha fiuto politico ed é il protagonista di questa fase politica italiana. Ai Cinque stelle il ruolo di gregari non é scalfito dall’agguato ai vitalizi dei soli deputati. Lo scalpo non tiene rispetto all’impatto dei porti chiusi per i migranti, delle navi costrette ad approdare altrove, delle Ong sbugiardate (che poi manchi assistenza in mare e muoiano uomini, donne e bambini vabbé trattasi di tragica inevitabile conseguenza). Salvini, da padano poi trasformatosi in italiano, adesso si candida a leader europeo. Il disegno é doppiamente incauto. Certo la signora Merkel deve fare i conti con un fenomeno molto pericoloso, non solo per lei e per la Germania, ma per l’Europa tutta, di contestazione da parte dei falchi Csu e dell’Est. Terrà, e con lei terrà quel po’ di Europa da difendere per arrivare poi a quell’Europa politica sognata dai grandi pensatori del socialismo liberale?

Salvini conta sul crollo della Merkel e di quel che resta dell’Europa. Se questo avverrà quale sarà il costo per gli Italiani? Senza l’unione, come terrà la nostra impresa, come terrà il nostro export, come gestiremo il nostro debito, dovremo tornare alla lira? E nell’epoca della globalizzazione e del Wto (libero commercio internazionale) cosa conterà l’Italia da sola? Già l’Europa é troppo piccola per reggere il confronto con continenti come la Cina e gli Usa, e mentre il suo rapporto con gli altri, in termini di abitanti, era di un quarto nei primi del novecento, adesso é di un ottavo e presto diverrà di un dodicesimo. Figurarsi il peso dei singoli stati presi uno alla volta. L’Europa é nell’interesse dei popoli. Certo un’altra Europa, non quella dei vincoli e della sola moneta, ma quella politica alla quale il recente vertice franco-tedesco aveva aperto la porta con la proposta del bilancio unico.

L’ipotesi Salvini di tornare indietro é dunque dannosa per gli interessi di quel popolo in nome del quale egli si erige a protettore. Ma é anche impossibile la sua internazionale populista e sovranista. Come ha spiegato bene Angelo Panebianco sulle colonne del Corriere i sovranisti o nazionalisti non possono essere alleati se non per combattersi tra loro. Nel sovranismo la logica é quella di farsi la guerra. Non la guerra fredda, ma la guerra vera. D’altronde cosa unisce il sovranismo di Orban e quello del gruppo di Visegrad con quello di Salvini? Le parole d’ordine sono più o meno le stesse, il rifiuto dei migranti anche. Resta un piccolo particolare. Nella richiesta di riformare Dublino gli uni (per l’interesse dell’Italia) sono a favore delle quote, gli altri (per l’interesse loro) sono decisamente contrari. Il sovranismo non può generare un’internazionale. Nemmeno la Germania nazista e l’Italia fascista la costruirono. Il patto d’acciaio fu il risultato delle sanzioni all’Italia della Società delle nazioni dopo la guerra d’Etiopia. E l’alleanza bellica di Mussolini con Hitler solo il frutto dell’errata convinzione che la guerra fosse ormai vinta. Il sovranismo porta alla logica dell’ognuno per sé e Dio per tutti. Che poi se sto Dio evita di proteggere anche i migranti, meglio…

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Commenti all'articolo
  1. Il “nostro” socialismo è evoluzionistico, l’organo su cui ci confrontiamo, guidato dall’ottimo Del Bue, si chiama non a caso “Avanti”, la moderna epistemologia recepisce in toto il principio dell’evoluzione.
    Alla luce di tali presupposti ogni epoca pretende una lettura ed una misura che contemplino categorie, fini e metodi adeguati, diremmo adattativi.
    Ciò non vuol dire cancellare i nostri principi ma farli stazionare nel sottosuolo radicale dei fondamenti etici, su cui agevolare una nuova fioritura adatta all’ambiente attuale.
    Salvini continua a crescere su proposte pericolosamente distorte, tuttavia se l’alternativa resta la cristallizazione di posizioni profondamente in crisi, in Italia come in Europa, la responsabilità della crescita del primo sarà da addebitare integralmente alla miope inerzia di tutti gli altri.
    Leggo per ciò che ci riguarda il tentativo di andare oltre il presente………..recuperando Mazzini…….

  2. Ci sono verosimilmente diverse cause e ragioni alla base del “salvinismo”, un fenomeno che stando ai sondaggi sembra del resto in progressiva crescita, e non è da escludere che al suo successo abbia sensibilmente contribuito anche l’insofferenza dell’elettorato verso le cosiddette “anime belle”, piene di verità e di insegnamenti, e poco inclini e propense ad ascoltare gli altri (perché molto autoreferenziali).

    Se la “sinistra” è autenticamente intenzionata a ripensarsi e “rigenerarsi”, così da essere percepita come una realistica alternativa di governo, è a mio avviso auspicabile che la sua componente riformista riesca a far capire di dover abbandonare la strada fin qui seguita, ossia quella di darsi sempre ragione, e ritenere di essere sempre nel giusto, per una sorta di congenita “superiorità” (e ignorando di fatto quanto sta accadendo intorno).

    Paolo B. 04.07.2018

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