lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scipione Roma
A volte ritornano. Risposta all’intervista di D’Alema
Pubblicato il 16-07-2018


Leggo l’intervista a D’Alema sull’HuffPost di martedì 10 e trasecolo. Si parte dal titolo: “con i 5 stelle bisogna far politica”. Mah. Sarà una sindrome tutta Made in Puglia; sarà una nuova forma di demenza senile pensare di poter dialogare con giustizialisti, antieuropeisti, no vax, eterodiretti. Poi c’è l’ossessione Renzi. Credo che quello che a D’Alema brucia di più e causa prima del suo ‘disturbo’ ossessivo contro l’ex Presidente del Consiglio sia la mancata nomina a commissario UE, parte integrante dell’accordo per defenestrare Enrico Letta da Palazzo Chigi. In sintesi Renzi lo ha preso per il culo usando i suoi stessi strumenti.

Ma torniamo all’oggi: “il Pd doveva fare come abbiamo fatto noi nel 1994 (dopo lo schianto della gloriosa macchina da guerra di Occhetto) e cioè “ facemmo politica verso la Lega, incuneandoci nell’alleanza tra Bossi e Berlusconi. (Dividi et impera). È storia, diciamo!

Così come è storia la crisi seguita alla vittoria del 1996, con D’Alema che dà la prima lezione di alta politica a Renzi, defenestrando Prodi; che per accreditarsi presso le cancellerie europee e il blocco filo Atlantico partecipa alla guerra nei Balcani; poi in un un crescendo sinfonico si elige a Padre Costituente e per inseguire la Lega di Bossi-Maroni sul terreno del federalismo, vara una riforma Costituzionale che di fatto distrugge l’unità nazionale (Governatori- ampliamento delle Competenze esclusive delle regioni – federalismo scimmiottato – conflitti tra poteri dello Stato). Nel mentre – sempre nel 20ennio attraversato dal lider Maximo – passa da una sigla all’altra PDS-DS; da un contenitore all’altro (Ulivo-Unione); fa il Socialista fuori Italia e fuori Europa (PSE-Internazionale Socialista-FEPS) ma si guarda bene dal dirlo in Italia, non deve saperlo nessuno, e anzi la morte di Craxi in esilio ad Hammamet – fa cadere ogni velo di ipocrisia.

Poi la Terza Via, Blair, Clinton tutto bello. Peccato però che in Italia l’unico progetto che tiene unità la ‘Sinistra’ è l’odio nei confronti di Berlusconi. Ed ecco allora che le migliori intellighenzie di sinistra – guidate dal duo Flores d’Arcais/Scalfari – si inventano una supercaxxola al giorno per tenere viva la fiammella dell’odio di classe. Scioperi a comando; girotondini e girotondisti in Rolex che urlano al conflitto di interesse; popolo viola; una saldatura con una certa magistratura politicizzata che garantisce sicurezza;

la scelta infine – in piena fase post ulivista a guida veltroniana – di preferire l’alleanza con Tonino Di Pietro (uomo di destra), tenendo fuori noi Socialisti.

Ecco perché ora si sente fottuto!! si chiederà: caxxo dopo tutto quello che ho fatto per alimentare il populismo, la mia creatura ora la guida un comico, e io fuori dal Parlamento?

Renzi avrà fatto tanti errori – da Segretario del PD e da Premier – ma la classe dirigente con cui ha dovuto confrontarsi è sempre quella della ‘gloriosa macchina da guerra’ anzi quella pre-caduta muro di Berlino. E quella – ahimè – è sempre lì: intonsa!!!

Alla domanda: “nel PD chi viene dalla sua stessa storia balbetta, Leu è irrilevante. È la prima volta che quella cultura non esprime più un nucleo vitale”. D’Alema risponde: “Quella cultura non si è incarnata in una nuova generazione. È tramontata nella nostra senza trovare una nuova carica e una capacità di reinventarsi”. Ecco: è l’unico passaggio che ho apprezzato di questa intervista. Aggiungo: vivaddio!!!

Caro D’Alema, se siamo a fronteggiare una destra conservatrice e pericolosa, dalle caratteristiche simili a quelle del 20ennio, è perché avete cercato di raggiungere il potere attraverso la scorciatoia giudiziaria, non facendo i conti con la vostra storia e soprattutto con la presunzione di occupare uno spazio – quello del PSI – che non sarà mai vostro. “Pensavamo di veder passare i cadaveri dei nostri avversari. Abbiamo, invece, visto passare i pezzi del nostro ordinamento costituzionale“. (Cit.).

Scipione Roma
Resp. Social Network PSI

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Commenti all'articolo
  1. Le critiche a D’alema sul suo storico atteggiamento verso i socialisti sono, naturalmente, sottoscrivibili.
    Tuttavia:
    1) l’esito attuale del cosiddetto populismo dominante, è il fisiologico prodotto della copiosa semina dell’antipolitica e della demagogia esercitata da Berlusconi prima e da Renzi poi.
    2) Lo stravolgimento epocale delle categorie della politica, incarnato anche dalle prospettive evocate dai 5stelle ed in parte dalla lega, impone un atteggiamento più riflessivo, neoelaborativo, tale da scongiurare la squallida retroguardia di un’autodifesa dietro l’orizzonte di un confuso e semplicistico fronte repubblicano.
    3) I 5stelle, volenti o nolenti, comunque certamente non a caso, intercettano molta sinistra, circostanza per cui è doveroso davanti al fallimento di quella ufficiale, ed allo storico annientamento della nostra socialista, aprire un fronte dialettico sul terreno oggettivo e non pregiudiziale dei contenuti.

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