martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessandro Pecoraro:
Lealtà e azione, lupi travestiti da agnelli
Pubblicato il 09-07-2018


Non staremo qui a descrivere nei dettagli cosa accadrà nei prossimi giorni nella nostra città, in tanti lo hanno già raccontato. Solo in breve, Il Comune di Abbiategrasso dal 6 al 7 Luglio ha concesso gli spazi della Fiera ad un gruppo di estrema destra denominato Lealtà e Azione, in cui saranno invitati a parlare esponenti della Giunta regionale, in rappresentanza dei principali partiti di maggioranza come Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Quello che ci troviamo davanti non è il classico gruppo di estremista caricaturale con svastiche, fasci littori o santini di Mussolini. È qualcosa di molto più sottile, profondo e quindi insidioso. A scorgere il sito e le iniziative da loro proposte, anche in occasione delle kermesse abbiatense, non figura niente di apparentemente estremistico, anzi ci sono perfino iniziative animaliste mischiate a eventi che richiamano ai valori identitari e tradizionali.

È una tendenza in voga da qualche anno in diverse formazioni di destra radicale in tutta Europa; da Orban alla Le Pen passando per Salvini e in certo qual modo anche Casa Pound. Nessuno di loro si richiama direttamente all’ideologia fascista propriamente detta, ma utilizza linguaggi e simbologie “accettabili” o quasi, per mascherarla. Del resto per loro gli immigrati vanno aiutati a casa loro, non perché sono razzisti, ma tutto sommato perché qui si troverebbero male. Non dicono di essere contro gli ebrei che complottano per controllare il mondo, ma solo contro i poteri forti della finanza mondiale, in particolare modo il magnate Soros (guarda caso ebreo). Non sono contro i Gay, ma contro la propaganda “gender” e le immagini omosessuali nei media, (i corpi femminili con cui veniamo bombardati costantemente cosa sarebbero? propaganda etero?) Matteo Salvini non è contro la libertà di stampa, ma dal palco di Pontida fa l’elenco dei giornalisti avversari augurandogli con linguaggio simil mafioso “buona vita”, Beppe Grillo non si dice contro i sindacati, ma chiuderebbe solo quelli che lui a suo giudizio reputa inutili. Non si dicono nostalgici del fascismo, ma solo delle cose buone che ha fatto… e via dicendo. Questi movimenti insomma mascherano contenuti e linguaggio per farsi accettare nell’arena democratica. Pensiamo solo a Marie Le Pen in Francia che ha cercato di fare il lifting al Front National nel tentativo di far dimenticare suo padre.

Quando il Sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai afferma che “Lealtà e Azione” rispetta le regole e le leggi e non c’è nessun motivo apparente per negargli lo spazio, dice la verità. Si, perché almeno formalmente le rispettano. L’esperienza di questi ultimi decenni ci ha insegnato che questi gruppi si comportano da agnelli rispettosi delle regole senza mostrare eccessivi estremismi, fino a quando non conquistano posti di potere, poi, come sta accadendo in Ungheria, promulgando leggi liberticide mostrano la loro vera faccia da lupo: Vengono chiuse le università non allineate oppure i giornali filo governativi inducono il teatro di Budapest a cancellare il musical di Billy Elliot perché “propaganda l’omosessualità”, come è successo la settimana scorsa.

Non ci troviamo davanti ai naziskin o dei semplici nostalgici del Duce, ma di una subdola operazione di mascheramento per avere la faccia pulita. Di fronte a tutto questo il classico antifascismo non basta più e ottiene scarsi risultati; la Lega al governo, esponenti di Casa Pound nei consigli comunali e assessori regionali invitati a questi eventi, sono lì a dimostrarlo. Le associazioni partigiane, i cittadini fedeli ai valori repubblicani e democratici devono sviluppare nuovi strumenti e linguaggi per combatterli, altrimenti i presidi antifascisti e le manifestazioni rischiano di essere un mero esercizio liturgico e retorico che non scavano il cuore della questione. Anzi, senza un dovuto approfondimenti del fenomeno si corre perfino il rischio di passare per quelli che vogliono censurare il libero pensiero, quando invece bisognerebbe far capire i pericoli che corriamo tutti quanti, mettendo in luce quanto sta succedendo anche nel resto d’Europa.

Da Orban in Ungheria, Kaczyński in Polonia e la Russia di Putin, solo per fare degli esempi. Massimo biasimo per quegli esponenti politici locali e nazionali che contribuiscono allo sdoganamento del fascismo del XXI secolo.>>

Alessandro Pecoraro

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