giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
Solidarietà al giornalista Andrea Cittadini
Pubblicato il 27-07-2018


Egregio Direttore,
Solidarietà al professionista giornalista Andrea Cittadini che, su mandato della Procura, ha ricevuto la visita dei carabinieri del Ros. Gli hanno sequestrato cellulare e tablet aziendale con l’assurda accusa di «istigazione alla violazione del segreto d’ufficio».
La libertà di stampa fa parte di una democrazia sana.

Ma la sempre maggiore pressione esercitata sui media e sui professionisti dei media limita la libertà di stampa. Lo dimostrano studi indipendenti. Le cause sono date dal difficile contesto economico-politico e dal cambiamento tecnologico che riducono l’indipendenza dei giornalisti e delle giornaliste così come il pluralismo dei media. La democrazia ha bisogno della libertà di stampa e questa presuppone la pluralità dei media così come dei giornalisti che lavorano in modo etico e professionale.

La libertà si stampa è un privilegio e non un dovere.
la notizia, invero, dovrebbe rappresentare ciò che è accaduto nell’immediatissimo passato. Era così ed è sempre così finché ci sono libertà di stampa e stampa libera, due aspetti insopprimibili di una vera democrazia liberale. La libertà di stampa è la possibilità di narrare e commentare ogni specie di notizie. Essa è del tutto soppressa nei regimi integralisti (la Turchia di Erdogan e il Venezuela di Maduro, per fermarci agli esempi più recenti), che i giornalisti li schiaffano in galera e gli ribaltano le loro vite professionali senza tanti complimenti. Non va molto meglio, però, in altri paesi (come il nostro) ove il giornalista è tenuto a gonfiare le notizie gradite ai poteri palesi e occulti e a dimenticare quelle che non brillano per politically correctness. La stampa libera è composta da quei giornalisti che operano per informare il pubblico senza lasciarsi influenzare dalle preferenze del potere. La stampa libera rischia.

Il celebrato detto «la libertà è come l’aria, quando c’è non ce ne accorgiamo, quando non c’è soffochiamo» è probabilmente vero, almeno per un certo numero di persone e per qualche tempo. Ma è difficile pensare che sia vero per tutti e a lungo. E se lo è, è ormai improbabile che si riferisca ala libertà cui pensavano i classici del pensiero politico. Bobbio, nel suo scritto su Democrazia e potere invisibile, sembra averne intravisto un aspetto nuovo. Riconoscendo che «la debellatio del potere invisibile da parte di quello visibile non è avvenuta», individua in certe forme del governo contemporaneo una manifestazione di non-libertà di cui difficilmente ci accorgiamo. È vero, quando ce ne accorgiamo (sotto-governo, cripto-governo, servizi segreti, «secondo stato», arroganza dei potenti) ci indigniamo. Ma con che mezzi reagiamo? La stampa, qualche volta, denuncia. Allora l’indignazione di alcuni di noi aumenta, ma continua a restare vana. È come se l’ingiustizia e l’assenza di libertà non fossero più al riparo dei nostri sguardi e delle nostre accuse, ma lo restassero della nostra volontà.

Celso Vassalini

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