martedì, 18 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Il potere negativo dei luoghi comuni
Pubblicato il 24-07-2018


Penso di non essere il solo ad aver detto a diversi interlocutori:- Io “chiamo a copp’ e tu rispunn’ a baston’”, oppure “ parli a schiov’ “, ecc. Spesso, ho invidiato un mio paesano, che riusciva a non parlare con nessuno. Cambiava marciapiede, per non incontrare quelli che potevano infastidirlo. Da quando il populismo di tangentopoli è diventato il Credo degli ideologi falliti e dei neoborbonici, parlare dei problemi della società è difficilissimo. Nelle menti di moltissime persone troviamo blocchi concettuali, che sembrano “muraglie cinesi” e che si trasformano in espressioni accattivanti, che sembrano verità. Ciò, mi preoccupa di più, da quando ho letto che Freud sosteneva che “le parole sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente”. Le frasi insignificanti impegnano di meno la mente. Elenco le più comuni: 1) I tempi sono cambiati; 2) Tutti i politici sono ladri; 3) La politica è sporca e fa schifo; 4) Le ideologie sono morte; 5) So’ tutti e ‘na maner’; 6) Non c’è più niente da fare,ecc. Poi, c’è il linguaggio degli “esperti”, come : 1) Io sono pragmatico; 2) Te lo dico, io! 3) Tu fai teoria, io sono pratico. Provate a fare ragionare uno , che dice di essere pragmatico. Vi considera uno, che sta sulla luna e fa il “filosofo ambulante”. Quando ho letto che il sociologo De Masi ha qualificato la società italiana, rassegnata e apatica, ho cercato di conoscere gli elementi, che avevano fatto maturare tale convinzione. Le frasi elencate sembrano esprimere stati d’animo di persone rassegnate e apatiche ( non si sforzano di pensare). Convinto che gli stati d’animo sono effetti, ho cercato la causa. Penso che essa sia stata creata dall ’apatia mentale, dalla mancanza di fiducia nella democrazia e dall’essiccamento dei valori. Forse, le agenzie culturali del passato sono state chiuse o non sono più di moda. Per i meridionali, possiamo aggiungere che non sono ancora scomparsi gli effetti della cultura borbonica: i Baroni e i Marchesi sono stati sostituiti dagli imprenditori, dai medici e dalla camorra. Cerco di dimostrare la negatività delle espressioni elencate. Dire: “ I tempi sono cambiati”, si dà la colpa al tempo, non alle persone, che hanno provocato danni e che, se non condannate, continueranno a fare del male. E’ solo ignoranza o anche mancanza comportamento di coraggio per dire :“pane al pane e vino al vino”? Dire: “ Tutti i politici sono ladri” equivale a dire: “tutte le donne non sono serie”. Due bestemmie, che offendono i politici seri e le donne oneste. Chi generalizza non è degno di essere ascoltato. Dire: “ La politica è sporca”, si dimostra di non sapere che la politica è un’arte nobile e che non può essere sporcata da nessuno. La differenza, che c’è tra uno strumento e chi lo usa, esiste tra la politica e chi dice di “fare politica”. Chi dice che “le ideologie sono morte”, mi fa pensare che non conosce la differenza tra le ideologie e i valori e, ritenendo morte le ideologie, butta, all’ombra dei cipressi, anche i valori. Dopo di che, diventa legittimo anche l’illegittimo e , come ai nostri giorni, la corruzione la fa da padrona. Dire che sono tutti uguali, porta alla rassegnazione, al non dare il proprio contributo al miglioramento della società e ad essere pronto a seguire il primo furbo agitatore, che, con slogan e frasi ad effetto, alimenta movimenti populisti. “ Non c’è più niente da fare” è una sentenza di chi non coltiva il desiderio di cambiare. Forse, era stato cliente di una “bottega politica” , che è fallita o chiusa per restauro. Sono in sintonia con Alexandra Ocasio Cortez (29 anni), socialista di origine Latino-americana, vittoriosa nel Partito Democratico Americano, che, riferendosi agli U.S., ha detto:- Questa nazione non è mai senza un rimedio, non è mai senza una speranza. La stessa cosa, penso dell’Italia. Se , per un attimo, pensiamo alla storia economica delle società e ai cicli economici, troviamo che i mutamenti economici sono stati preceduti da mutamenti culturali o sociologici. Non dobbiamo mai dimenticare che i poteri forti hanno cercato di influenzare le menti e i gusti dei popoli e per dominarli. L’imperialismo economico non è stata un’invenzione lessicale, ma una condizione con dominatori e dominati. Da ciò, la spinta che fece nascere nobili movimenti politici. Dovrebbe essere noto, a chi si interessa di politica, che i poteri forti utilizzano anche i persuasori occulti, per raggiungere i loro obiettivi. La cattiva politica e la corruzione, vera o presunta, sono le madri dei populismi e dei luoghi comuni, che, a loro volta, bloccano le menti. Spero che i giovani, cancellando i cattivi insegnamenti ricevuti durante la seconda Repubblica, cercheranno il modo per far risorgere la nobile politica.

Luigi Mainolfi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento