domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Massimo Ricciuti:
La paura e la Colt
Pubblicato il 17-07-2018


Il sentimento dominante della nostra epoca è la paura. È purtroppo un dato acclarato, esplicito e anche fortemente pianificato. In Italia ma non solo. La paura è stata a lungo coltivata per poter meglio “controllare” le società complesse e renderle facili prede di risposte semplicistiche. È difficile essere all’altezza di governare la complessità, meglio semplificare. Anche il cittadino, in fondo, preferisce una risposta easy, istintiva, emotiva…che miri al suo inconscio più che sollecitare un esercizio critico. Oltretutto la paura divide, disunisce e rende tutti ostili ognuno all’altro. L’altro da sé diviene il nemico. C’è sempre bisogno del nemico. Soprattutto quando la situazione diviene magmatica e non ci si riconosce più negli schemi di una volta occorre trovare una pulsione identitaria che ci caratterizzi “contro”. E’ un vecchio schema, un giochino antico, usato sempre con estremo successo dal potere per meglio dominare “Cambi di Fase” e situazioni di instabilità. La situazione attuale è frutto di un lungo racconto largamente condiviso e ben penetrato nel corpo della società (che così diviene facilmente disgregabile). Le polemiche di questi giorni circa la riforma del ddl sulla legittima difesa e le parole del Ministro degli Interni Salvini sulla maggior facilità che i cittadini debbano avere nel potersi procurare un’arma da fuoco non fanno che rendere ancora più esplicita la questione. Una perfetta sincronia temporale giusto per rafforzare lo “spirito dei tempi” e per inserirsi ancora di più negli interstizi delle emozioni negative. Il ministro dice che tu “devi” aver paura perché gli “altri” sono cattivi e per difenderti “devi” avere una pistola. Il problema è nell’irresponsabilità assoluta riguardo le conseguenze di un facile ricorso alle armi. Normalmente aumentano gli omicidi, gli assassini, i suicidi, gli incidenti… i morti! Facilmente può accadere che per sbaglio, o per un eccesso emotivo, si arrivi a sparare a familiari, condomini,o sconosciuti spesso senza motivo. E si muore così, per sbaglio…. E questo darebbe più sicurezza? Ci si sentirebbe più forti? Le anziane signore si sentirebbero delle Calamity Jane? Come sarebbe la società italiana di fronte a un esponenziale aumento delle armi in mano ai cittadini? Ci sarebbero più o meno episodi come quello di Macerata? Quanti sarebbero quelli che inizierebbero a sparare sulla folla dal balcone di casa? E le riunioni di condominio sarebbero finalmente un set da “Mezzogiorno di fuoco”? Tutto questo certo servirebbe sicuramente a favorire maggior consenso elettorale a chi renderebbe possibile una Colt in ogni casa. Ma a quale prezzo? Di nuovo si ripropone la faccenda. Ma è mai possibile che in nome di un aumento nei sondaggi si sia disposti a affondare un Paese, una società, a spostare la collocazione geopolitica dell’Italia, a affossarne le finanze, a distruggere la possibilità che un domani vi sia ancora uno straccio di possibilità che qualcuno abbia qualche soldo per andare in pensione? Davvero si crede che dalle parti di Putin si stia meglio (come ormai si è fatto pensare alla maggioranza degli italiani)? Chi continua questo gioco sappia che esiste una legge per la quale anche il pistolero più veloce del west sa che prima o poi troverà sulla sua strada qualcuno più veloce di lui…e quel giorno arriverà

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