martedì, 14 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Sicurezza. L’Italia, non si trasformi in un “far west”
Pubblicato il 30-07-2018


“Sono passati pochi mesi dalle elezioni che hanno portato la destra gialloverde al governo, un governo che vorrebbe rafforzare la legittima difesa e che dialoga con i produttori di armi. Nel Paese intanto si contano numerosi atti di violenza ed insofferenza nei confronti degli stranieri e non solo. Di certo non esiste un collegamento diretto tra quanto sta accadendo e chi governa oggi il nostro Paese, ma è certo che esasperare gli animi, creare false suggestioni e timori nella popolazione, contribuisce ad alimentare un’insana tensione tra cittadini.Già durante la campagna elettorale, il 3 febbraio, un fascista aveva ferito 6 persone sparando nel mucchio a Macerata. Poi Idy Diene, ucciso il giorno delle elezioni politiche, poi Soumayla Sacko, sindacalista, ucciso. Poi una serie di attentati usando armi che sparano piombini, a Caserta, a Napoli, a Forlì in due giorni diversi, a Latina. Poi il 17 luglio, a Roma una bambina di 13 mesi viene colpita al collo. E infine il 26 luglio, nella nostra regione, a Vicenza, dove un uomo con problemi comportamentali, che ora chiede scusa, colpisce uno straniero che sta lavorando a 7 metri dal suolo.

Questi i casi più eclatanti ma basta girare per le nostre città per vedere sui muri frasi inneggianti al nazismo, al fascismo. Sempre il 26 luglio, a Montegrotto Terme, in una rotatoria è stata allestita una svastica. Svastiche che campeggiano sui muri di molte città del Veneto. A Verona, in Consiglio comunale, dopo 75 anni si è rivisto il saluto fascista. Il PD, Sinistra Italiana e il PSI della provincia di Vicenza, certi di interpretare lo sgomento della maggioranza dei cittadini, si uniscono all’accorato appello del Presidente della Repubblica che pochi giorni fa ha chiesto che il nostro Paese, l’Italia, non si trasformi in un “far west”. Che luogo è l’Italia oggi, il Veneto, le nostre città, la nostra provincia? Comunità sicure o dove la violenza viene usata per una pericolosa e incontrollata autodifesa? Rivolgiamo innanzitutto a noi stessi ma poi a tutti i cittadini della nostra regione un appello a reagire pacificamente ma con convinzione all’ondata di violenza che si sta diffondendo in tutta Italia.”

Luca Fantò Segretario provinciale PSI,
Chiara Luisetto, segretario provinciale del PD,
Niccolò Della Lucilla Segretario provinciale di Sinistra Italiana

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Commenti all'articolo
  1. Faccio fatica a credere che qualcuno, soffiando per così dire sul fuoco, possa “esasperare gli animi”, dal momento che in molte realtà il livello di disagio e di “esacerbazione” è ormai molto alto, ossia “alle stelle” come si usa dire, e non certo da oggi.

    Credo piuttosto che il voler minimizzare la situazione – quanto a sicurezza, ma non solo – stia provocando l’effetto opposto, e radicalizzi invece gli stati d’animo, che potevano probabilmente essere “raffreddati” con le azioni e non con le parole.

    Intendo dire che in questi anni c’era tempo e modo di adottare provvedimenti che mitigassero il senso di insicurezza in cui vivono molte persone e famiglie, che si sentono alla mercé di chi può entrare nella loro casa, negozio, ecc…(per i fini che ben sappiamo).

    Anche alla luce dell’esito elettorale, desisterei quantomeno dalla prassi di bacchettare tutto ciò che non corrisponde al “politicamente corretto”, evitando altresì di ricorrere con insistenza ad una sorta di frasi fatte, vedi “il pericolo fascista”, od espressioni similari.

    Mi sembrano un po’ come un “gridare al lupo”, che non allarma più nessuno, e anziché definire suggestionabili quanti la pensano diversamente da noi, mi dedicherei a trovar risposte ai problemi (che in molti, giusto o sbagliato che sia, avvertono come irrisolti da parte di chi ci ha fin qui governato).

    Paolo B. 31.07.2018

  2. E’ importante chiamare le cose con il loro nome. In quanto al senso di insicurezza è chiaramente un sentimento generato “ad hoc” per raccogliere consensi proprio da chi soffia sul fuoco.
    Il vero contrasto non può arrivare da azioni di repressione più o meno legale bensì dal rafforzamento delle Istituzioni deputate. La scuola innanzitutto (massacrata negli ultimi vent’anni), la politica ed i partiti (vittime dell’arretramento dai valori del Socialismo da parte della sinistra), la magistratura ( lenta e poco efficiente).

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