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Opinioni e commenti
 

Siria, Isis fa strage di quasi 300 persone
Pubblicato il 27-07-2018


(SANA via AP)

(SANA via AP)

Ancora notizie devastanti dal territorio devastato da almeno 7 anni dalla guerra civile. In Siria il Daesh colpisce con diversi kamikaze che si sono fatti esplodere in modo coordinato nella folla radunata nei mercati. Il loro numero è ancora incerto ma i terroristi hanno dovuto affrontare le forze di sicurezza governative e di autodifesa siriane, ingaggiando sparatorie in mezzo alla folla.
Lo Stato islamico ha lanciato un nuovo attacco a Soueida, nel sud della Siria, a meno di due giorni dalla serie di attacchi che hanno provocato la morte di oltre 240 persone. Lo riferisce l’Osservatorio per i diritti umani siriano, organizzazione non governativa con sede a Londra. Il nuovo attacco dell’Is è avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 luglio. Lo Stato islamico ritorna a colpire in Siria con una potenza devastante dopo che le significative sconfitte che tra il 2017 e il 2018 hanno visto la conquista delle due grandi roccaforti di Raqqa e Mosul, quest’ultima in Iraq, portando allo sbando la componente militare del gruppo. L’attacco condotto lo scorso 25 luglio è stato condotto con perizia e coordinamento. Il gruppo terroristico ha utilizzato più attentatori suicidi che hanno colpito in parallelo un mercato ortofrutticolo e una piazza pubblica nella capitale provinciale di Soueida. Alle azioni suicide lo Stato islamico ha affiancato incursioni e assalti nei villaggi vicini alla città, irretendo le forze governative poste a difesa dell’aerea.
Dopo un conflitto che ha messo ormai in ginocchio tutto lo Stato, si stanno riaprendo i negoziati. Una delegazione del braccio politico della coalizione arabo-curda, Forze democratiche siriane (Fds), sostenuta da Washington è giunta oggi per la prima volta a Damasco per discutere delle zone sotto il proprio controllo nel Nord della Siria. “Una delegazione del Consiglio democratico siriano è alla sua prima visita ufficiale a Damasco, su invito del governo” di Bashar al Assad, ha detto Riad Darar, co-presidente del Consiglio. “Ci stiamo adoperando per una soluzione per il Nord siriano”, ha aggiunto.
Il leader dell’opposizione siriana in esilio, Nasr al-Hariri, dopo aver ammesso “significative perdite militari” dei ribelli ha espresso il proprio sostegno alla ripresa dei negoziati con il regime sotto l’egida delle Nazioni Unite per una soluzione del conflitto. In una intervista rilasciata alla France Presse, Hariri, che è il principale negoziatore dell’opposizione, ha detto che la ribellione non ha “perso la guerra”, anche se il regime con l’aiuto dell’alleato russo ha causato gravi disastri agli insorti.

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