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Opinioni e commenti
 

LEZIONE DA MARTE
Pubblicato il 04-07-2018


Tito Boeri, presidente dell'Inps

Tito Boeri, presidente dell’Inps

L’arena è il suo ambiente naturale. Lo scontro gli serve per essere sulla scena. Quotidianamente. Un giorno dopo l’altro si nutre di pane e polemica. Non è primo politico e non sarà l’ultimo che basa i propri successi elettorali sulla necessità di un nemico da abbattere. Oggi dopo lo scontro frontale con Boeri, Salvini sceglie un altro bersaglio. Il suo alleato, e come lui vicepremier, Luigi Di Maio. All’assemblea delle imprese assicurative dell’Ania alza il tono prendendo come occasione l’iter parlamentare del decreto dignità da poco approvato dal Cdm. “Il provvedimento sul lavoro è un buon inizio, ma il Parlamento lo renderà ancora più efficiente e produttivo”, ha affermato Salvini. Un tentativo di contenere il malcontento della Lega sulle norme contro il precariato del ministro grillino dello Sviluppo economico. Ma Di Maio non ci sta e la sua replica non si è fatta attendere: “No a modifiche in Aula che annacquano”. E va oltre marcando una differenza nei toni e nella sostanza nei confronti di Boeri: “Non so se andremo d’accordo su tutto ma sul tema delle pensioni d’oro e dei vitalizi lavoreremo bene. Finché il legislativo farà il legislativo, l’esecutivo farà l’esecutivo e l’Inps farà l’Inps andremo d’accordo”.

Insomma il primo a temere l’offensiva senza freni di Salvini è proprio il ministro pentastellato che si trova ogni giorno più in difficoltà nel tentare di arginare l’esuberante iperattività del capo leghista. Ma Salvini non se cura e continua nella tecnica dell’attacco a prescindere. Ieri, con un pretesto di cronaca, aveva preparato l’assalto al presidente dell’Inps oggi alla Camera per la relazione annuale sulle pensioni. Scrive su Twitter: “Servono più immigrati per pagare pensioni… cancellare L. Fornero costa troppo… servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare…’. Il Presidente Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Vive su Marte?”.

Boeri a detta di Salvini è colpevole di sostenere che gli immigrati sono necessari per riequilibrare un Paese in grave crisi demografica e in cui la spesa pensionistica è sbilanciata in modo preoccupante in quanto la platea dei pensionati si allarga mentre quella dei lavoratori attivi rimane stabile se non diminuisce, soprattutto in una prospettiva, come quella sottolineata dal ministro Tria, un cui la crescita è in rallentamento.

“La storia – ha detto il presidente Inps, Tito Boeri, nella Relazione annuale – ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all’immigrazione regolare, aumenta l’immigrazione clandestina e viceversa: in genere, a fronte di una riduzione del 10% dell’immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%”. “Il nostro sistema pensionistico – ha detto ancora – è in grado di reggere alla sfida della longevità, almeno sin quando si manterrà l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione. Ma non ha al suo interno meccanismi correttivi che gli permettano di compensare un calo delle coorti in ingresso nel nostro mercato del lavoro”. Infine Boeri, a margine dei lavori, risponde alle affermazioni del leader leghista: “I dati sono la risposta migliore e non c’è modo di intimidirli. La mia risposta è nei dati e i dati parlano. Oggi presentiamo quella che è la verità che bisogna dire in Italia”.

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