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Opinioni e commenti
 

Tutto il potere ai cutu
Pubblicato il 27-07-2018


Tutto il potere ai cutu

Nel 1832, Don Giuseppe Benedetto Cottolengo, con Don Giovanni Bosco e altri definito un dei “santi sociali torinesi”, fondò nel capoluogo subalpino La Casa della Divina Provvidenza” una meritoria istituzione destinata a dare riparo, ricovero e assistenza a pazienti rifiutati dagli ospedali, perché affetti da gravi patologie croniche fisiche e mentali.

Nel corso degli anni La Casa divenne una delle istituzioni sanitarie più importanti della città e altre sedi furono aperte in altri siti.

Divenne il luogo di ricovero per disabili fisici e psichici, al punto che i torinesi principiarono a definire il nosocomio semplicemente Il Cottolengo, identificandolo come il luogo destinato ad ospitare i malati di mente.

Addirittura, ancora oggi, nel (brutto) vernacolo torinese con il termine “cutu”, una contrazione dialettale di Cottolengo, vengono apostrofate, non sempre bonariamente, le persone considerate poco intelligenti o dotate di scarsa vivacità intellettuale, in altre parole gli idioti e i cretini.

Questa la premessa. Ora veniamo al tema.

Negli ultimi giorni, attenuatosi, almeno apparentemente, il protagonismo di Salvini sul tema migranti, che ha occupato la scena mediatica per settimane, sono usciti allo scoperto altri membri del Governo, tutti (salvo uno) esponenti del M5S che hanno fatto a gara nell’esibizione di stravaganti proponimenti che rischiano di gettare l’Italia davvero in un mare di guai.

Perché se Salvini sta cavalcando, certo con robusto cinismo e preoccupante brutalità, un tema che tuttavia costituisce da anni un problema reale per Italia ed Europa, Di Maio e C. si stanno impegnando in una dissennata quanto scientifica opera di demolizione di tutto ciò che è legato all’innovazione ed alla crescita economica e sociale dell’Italia.

I nomi? Eccoli: Giggino Di Maio in primis che da settimane si sta maldestramente occupando, facendo danni, di tutti i temi che riguardano il mega ministero che ha preteso, dal cosiddetto decreto dignità alla questione ILVA (si potrebbe continuare, magari citando lo scontro con Boeri),e poi la terza carica dello stato Roberto Fico che come primo atto del suo mandato se l’ è presa con persone anziane colpevoli solo di essere stati parlamentari, e poi la Ministra Grillo che intende abolire l’obbligatorietà dei vaccini, mettendo a rischio la salute dei bambini e poi il Ministro Toninelli che, oltre a chiudere i porti ai migranti, dimostra evidentemente di essere un nemico giurato di qualsiasi crescita infrastrutturale, e poi il Guardasigilli Bonafede che ripristina le intercettazioni a strascico facendosi beffe dello stato di diritto, e poi il Ministro della famiglia Fontana (Leghista) impegnato nella sua crociata oscurantista contro mondo LGBT e poi la Ministra Lezzi che pretende di fermare il TAP infischiandosene dei trattati già stipulati e delle pesanti penali che graverebbero sulle spalle dei cittadini e infine il Carneade Conte, si, proprio lui il Similpremier, che rompe l’abituale assordante silenzio, per annunciare, dietro la pressione del suo dante causa Giggino, che il TAV non si fa più (!!!) salvo essere smentito (molto sommessamente) da Salvini, il cui q.i. gli consente almeno di comprendere quali sarebbero le ricadute economiche e sociali che produrrebbe una simile scelleratezza. Si potrebbe continuare citando i parlamentari grillini che non perdono occasione di occupare talk show e Tg per sostenere ed esaltare il lavoro dei colleghi impegnati al Governo.

La domanda è: cos’altro devono seguitare a proporre e fare simili personaggi perché l’opinione pubblica comprenda che l’Italia dal 4 marzo scorso è entrata in una spirale autodistruttiva ed è seduta sull’orlo di un vulcano?

Che si dia seguito all’idea di Davide Casaleggio, il padrone del M5s, che ritiene il Parlamento inutile?

Intanto, con le prossime nomine che il Governo dovrà fare e con le ricadute, basti pensare alla Rai, che avranno sul sistema dell’informazione pubblica, sarebbe auspicabile che anche gli italiani che li hanno votati inizino a riflettere sul fatto che tutto il potere è finito in mano ai cutu.

Emanuele Pecheux

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