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Opinioni e commenti
 

2 agosto 1980. Si nega ancora la ‘matrice fascista’
Pubblicato il 02-08-2018


pertini strage bolognaSono passati 38 anni dalla strage di Bologna che sconvolse l’Italia, eppure c’è ancora chi nega alcune responsabilità e proprio dagli scranni del Parlamento. Per la deputata di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti la verità non si “è ancora affermata. I veri colpevoli non sono stati ancora condannati”, ha detto Frassinetti. “Bisognerebbe avere il coraggio di dire che i giudici a Bologna sono sempre stati prigionieri di logiche idelogiche-giudiziarie con lo scopo non di ricercare la verità ma di riuscire, a tutti i costi, ad arrivare alla conclusione che la matrice fosse nera per ragione di Stato”. E aggiunge: “Bisognerebbe avere lo stesso coraggio del presidente Cossiga- prosegue- quando nel 1991 ebbe l’onestà di ammettere che si era sbagliato e che la strage non era addebitabile ad ambienti di estrema destra chiedendo anche scusa. Anche il nuovo processo iniziato a Bologna in Corte di Assise a marzo è un’altra occasione perduta. Invece di approfondire la pista che porta a verificare l’ipotesi dell’esistenza di una ritorsione del terrorismo palestinese…”.
Dichiarazioni che hanno acceso lo scontro in aula con il Centrosinistra compatto contro le affermazioni della deputata.
Pier Luigi Bersani, rivolgendosi a Frassinetti, le ha ricordato la piazza di Bologna “tesa rabbiosa” e la capacità di Zangheri e Pertini di usare parole ferme a “difesa della democrazia e delle istituzioni”. “Attorno a noi c’erano solo bombe”, ha concluso tra gli applausi, “ma quegli attentati non riuscirono a portarci dove volevano”. Intervento che ha accentuato il clima di bagarre, stavolta dai banchi di Fratelli d’Italia. Giovanni Donzelli (Fdi) ha preso la parola chiedendo un chiarimento all’ex segretario Pd. “Vorrei sapere se crede sul serio che una forza democraticamente eletta sia responsabile di quelle bombe. Vuol dire che noi potremmo dire che la sinistra è responsabile delle Br”. A quel punto, dai banchi della sinistra si è levato un coro di proteste, tenuto a bada, con difficoltà, dalla vicepresidente di turno, Maria Edera Spadoni. “Se ci sono delle incomprensioni tra voi e Bersani”, ha detto Spadoni a un certo punto, rivolta ai banchi di FdI, “parlatene tra di voi”. Parole che hanno fatto infuriare Emanuele Fiano (Pd): “Presidente, qui siamo nell’Aula di Montecitorio. E quando si parla di democrazia e antifascismo non si chiariscono questi punti privatamente, come lei ha invitato a fare”.
Il Parlamento parla ancora una volta di Fascismo e democrazia ed è proprio la parola ‘Fascista’ che è stata più volte pronunciata dal sindaco di Bologna Virginio Merola, durante la commemorazione “perché esiste la verità storica, sono esistite ed esistono forze nazifasciste, così come esiste l’antifascismo e la sua necessità presente e futura. Come sindaco mi sento un po’ umiliato nel doverlo dire”, attacca Merola: “Ditelo ai famigliari delle vittime del 2 Agosto e ai bolognesi, guardandoli in faccia, senza la scorciatoia dei social network, che non esiste più il problema del fascismo”.
“Oggi i fascismi possono essere di tanti tipi e vanno tutti combattuti”, gli replica, sceso dal palco, il presidente della Camera Fico, che davanti al microfono raccoglie molti applausi quando ha voluto mandare un saluto ai genitori di Giulio Regeni, sottolineando che “tutte le verità richiedono giustizia, solo quando sapremo tutto ciò che è stato potremo dirci un Paese unito”. E ancora: “Lo vorrei dire da qui ed è l’unica promessa che vi faccio”, ai famigliari e alla città: come terza carica dello Stato ci sono al 100% e non arretrerò mai di un passo”.
Tuttavia sono ancora in corso udienze per scoprire i mandanti di una bomba che portò alla morte di 85 persone e oltre 200 i feriti.
Ma il capo dello Stato Sergio Mattarella nel messaggio alla città ha voluto ricordare anche “L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia”.

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Commenti all'articolo
  1. Fascista o non fascista, è così importante che una strage abbia un’etichetta? Cui prodest? La priorità dovrebbe essere l’individuazione dei responsabili, non della “matrice”.
    Saluti. Mario.

  2. Sul Corriere della Sera si ricostruiscono i fatti legati alla strage di Piazza Fontana. “Zone d’ombra, come dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ci sono e sono tante. – scrive il Corriere – A cominciare, e finire, poiché illuminandola si chiuderebbe il cerchio, da quella che copre i mandanti della strage. A trentotto anni dalla bomba che uccise 85 persone, ne ferì 20 e calò la saracinesca sul decennio della ‘strategia della tensione’ avviato con la strage di piazza Fontana, non sappiamo chi e perché ordinò quella carneficina”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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