venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Casaleggio dileggia il Parlamento e il Presidente Fico
Pubblicato il 06-08-2018


“Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile” questo il giudizio di uno dei vertici del Movimento%stelle, Davide Casaleggio, in una dichiarazione resa alla “Verità”testata ideale per proclamare la sua verità di vita(un tarlo da tempo operante indisturbato nelle istituzioni) non solo di previsione come qualcuno cercherà di ridimensionarla. Ad essa mi verrebbe la voglia di rispondere con una previsione ravvicinata:”la divisione dei M5stelle è inevitabile!” E’ il cuneo su cui occorre lavorare per ammissione di un diretto interessato. “Non è voce dal sen fuggita”perché preceduta da una opzione sostanzialmente analoga di svuotamento del ruolo del Parlamento quando il suo socio fondatore Grillo qualche settimana prima aveva ipotizzato contro il Parlamento espresso dal popolo il ricorso alla scelta dei parlamentari con il sorteggio, tanto un cittadino vale l’altro perché la decisione è altrove. Espressivo di questa concezione “usa e getta” è il limite previsto dei due mandati. Motivazione evidente: quando questi avranno imparato qualcosa possono essere d’intralcio al nucleo dirigente inamovibile, da far rimpiangere perfino il centralismo democratico del PCI. La mancanza di pudore di uno che si considera padre-padrone arriva a smentire clamorosamente un suo rappresentante il Presidente della Camera Fico che all’atto dell’insediamento aveva solennemente richiamato la centralità del Parlamento contro lo svuotamento operato dai governi coi voti di fiducia. Casaleggio aveva messo in conto, vero abuso di potere, che non ci sarebbe stata una ferma messa a punto e smentita da parte di Fico, che a mio avviso coverà sotto la cenere finchè non sarà finito il collante della spartizione del potere e prenderà il via tra gli alleati ed al loro interno la competizione a fare da soli, il potere tutto a noi. La difesa dell’opposizione o assente o senza mordente perché o non ci si arriva ad una severa autocritica o la si evita per non darsi la zappa tra i piedi. Com’è possibile che non si levi una voce che metta in conto le proprie responsabilità a cominciare dal più grosso attentato alla democrazia rappresentativa dell’epoca repubblicana che è stato il passaggio dagli eletti ai nominati tagliando le radici di fiducia e di rapporto diretto tra eletti ed elettori che è l’anima della democrazia rappresentativa? Si dirà fu il centrodestra ad approvare “la porcata” ma chi si è adagiato come fosse un’amaca e non un attentato alla vita democratica, un’omissione ancora più grave della non disciplina del conflitto d’interessi di un Berlusconi, grande anticipatore del sorteggio ipotizzato oggi da Grillo per la nomina dei parlamentari, quando auspicò che il voto sulle leggi fosse affidato ai soli capigruppo con voto ponderale?Lo stesso senso di fastidio per il Parlamento e la deriva autoritaria che lo sottende. A nulla è servito averlo denunziato appena Prodi vinse per la seconda volta con soli due voti in più al Senato e la chiara volontà di fare terra bruciata al suo avvento alla guida del Paese. Prevalse anche allora la logica della spartizione del potere rispetto all’esigenza di restituire l’anima democratica al Paese e la sua governabilità. E’ da allora che è montata la rabbia contro la casta, espressione delle oligarchie dei partiti e non più del popolo, una vera e propria autostrada alle forze antisistema, anche quando assumono la responsabilità del potere perché il futuro che vogliono costruire è quello anticipato da Casaleggio senza pudore nemmeno una foglia di Fico.

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