giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dio perdona loro, non sanno quello che fanno
Pubblicato il 14-08-2018


Dopo l’ordine impartito ai mercati da Di Maio di non aggredire l’Italia, dopo i pasticci su Tav, Tap e Ilva, dopo gli ossimori sui vaccini (l’obbligo flessibile) é arrivato lo stop sul taglio alle pensioni superiori ai 4mila euro. La Lega preferirebbe un prelievo di solidarietà, evidentemente transitorio, perché ha dato una fugace letta ai pareri della Corte costituzionale e anche a quello, recente, del Consiglio di Stato, sulla delibera attorno ai vitalizi degli ex deputati, il cui riconteggio, su base contributiva integrale, deve essere transitorio, proporzionale e razionale. La delibera Fico é invece definitiva, toglie senza alcun criterio di proporzionalità e non equipara affatto gli ex deputati agli altri pensionati giacché a nessuno di loro viene ricalcolata la pensione su base interamente contributiva.

I Cinque stelle, invece, cantano vittoria, sempre, anche quando le buscano sonore. Sembrano quei pugili che alzano le braccia in segno di vittoria alla fine di un match che li ha visti perdenti. E’ evidente che un riconteggio applicando il contributivo integrale per tutte le pensioni superiori ai 4mila euro introduce non solo un’ulteriore disparità con gli altri pensionati (per di più con un sistema introdotto retroattivamente) ma i prelievi saranno notevoli per chi ha maturato 4mila euro e poi diverranno sempre meno consistenti più la cifra (e dunque i contributi) aumentano. Un prelievo, non solo non transitorio, ma nemmeno proporzionale dunque. Anzi, proporzionale all’incontrario.

Con una certa apprensione, Brunetta ha parlato di terrore, attendiamo i contenuti della legge di stabilità dove i conti dovranno rassicurare i mercati. Torniamo al punto. Viviamo nell’epoca della globalizzazione e il supposto sovranismo è oggi la più pericolosa delle utopie. Il nostro debito é per il trenta per cento in mano agli stranieri che investono in Italia 800 miliardi in Bot e Cct e altrettanti in Bond e obbligazioni private. I mercati fanno dunque affluire in Italia circa 1600 miliardi all’anno per mantenere il nostro debito e la nostra economia. Si può pensare all’autarchia, si può solo vaneggiare di complotto se gli investitori stranieri, che amministrano denaro di cittadini, di banche (dunque di risparmiatori), di fondi privati preferiscono investire altrove perché lo trovano più conveniente o meno rischioso?

Che segnale può mandare un governo del genere agli investitori stranieri, se la strategia é quella di aumentare la spesa corrente (sterilizzando l’Iva, introducendo i primi vagiti di Flat Tax e reddito di cittadinanza e facendo andare gli italiani in pensione più tardi) bloccando gli investimenti che producono Pil e occupazione, e dunque aumentando ancora il debito e il deficit? Ma che razza di segnale è mai questo? Il ministro Tria o ha la forza di impedirlo e si determineranno reazioni politiche di non poco conto nei due contraenti il contratto, o sarà costretto lui a dimettersi. Il vero problema italiano, che persiste tuttora, é costituito dalla crescita troppo bassa rispetto a quella degli altri paesi europei e da una conseguente troppo alta disoccupazione soprattutto giovanile. Chiunque non affronti con decisione questi due problemi, ovviamente collegati tra loro, produce danni all’Italia. Se al posto di un Pd sempre all’angolo e del povero Martina, un simbolo alla sofferenza del condannato a morte, ci fosse un soggetto nuovo, aggressivo, competente, capace di interloquire con le categorie sociali e coi cittadini, il futuro dell’Italia si aprirebbe a nuovi squarci di vita e di speranza.

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