mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Disubbidienza civile contro il pregiudizio della ministra no vax
Pubblicato il 14-08-2018


Sono sempre stato affascinato, fin dalle scuole inferiori, dai progressi della scienza. Mi ha impressionato scoprire che anni e secoli di sperimentazioni in campo scientifico e in campo medico hanno consentito enormi passi avanti al genere umano, che malattie che un tempo erano mortali sono state debellate, e che quasi tutti gli esseri umani erano orgogliosi degli enormi successi della ricerca. Se il mondo avesse avuto paura della ricerca e della scienza, saremmo al medioevo, guarderemmo con sospetto ai boschi e ai suoi abitanti, ci chiuderemmo in casa sbarrando le porte al primo canto di una civetta, ritenendolo presagio di funeste sventure.

Pensavo che tutto questo fosse normale, ma non avevo ipotizzato (mea culpa) l’arrivo di una ministra grillina alla Sanità, che abbracciando in pieno le teorie, senza alcun fondamento scientifico, del cosiddetto popolo “no vax”, si sarebbe inventata delle disposizioni, tra l’altro confliggenti con il disposto che prevede per le regioni competenze in materia sanitaria, in base al quale non è più obbligo vaccinare i bambini per l’ingresso nelle scuole. Se la solerte grillina Grillo (guarda caso, si chiama proprio così) abbia valutato l’impatto dei suoi atti, non è dato sapersi. Ma tant’è. Basterà una bella autocertificazione, ergo, un pezzo di carta da formaggio su cui un genitore si prenderà la responsabilità di attestare l’avvenuta vaccinazione e il gioco è fatto. Con buona pace della sicurezza e dei coscienziosi genitori in regola con i progressi della scienza.

Le disposizioni grilliche hanno subito provocato la sollevazione dei presidi che, a ragione, hanno cercato di spiegare problemi e difficoltà nell’applicare il pensiero della ministra. Ma c’è di più. Nessuno, ad esempio, ha pensato al ruolo delle amministrazioni locali nella gestione delle emergenze sanitarie. E allora, gentile ministra Grillo, dato che è diventato ormai di moda prendersela con i sindaci, mi dice che responsabilità avrebbe un primo cittadino, sulla base delle sue scriteriate direttive, se un bambino non vaccinato, entrato in un asilo nido comunale, facesse dilagare un’epidemia? Andrebbe diritto in galera, in quanto autorità sanitaria, o potrebbe appellarsi alla sua intelligenza e lungimiranza?

Sa, siamo stati abituati a pensare che non si scherza con le vite dei bambini, ma non so se lei la pensa uguale, o se forse, in ottemperanza alle sue convinzioni no vax, è pronta a sacrificare generazioni intere di quella che potrebbe essere la nostra meglio gioventù. Io un’idea ce l’ho. Contro la sua incompetenza, potrebbe servire solo la disubbidienza civile. Legge o non legge.

Leonardo Raito

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