giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il giorno del dolore
Pubblicato il 18-08-2018


Oggi é il giorno del dolore e della solidarietà alle famiglie che hanno perso i loro cari nella tragedia provocata dal crollo del ponte Morandi a Genova. Per questo sospendiamo tutte le polemiche. Non é il giorno delle parole. Troppa gente é morta per un incidente non dovuto al caso, come ha sottolineato il procuratore di Genova che ha avviato le indagini sulle responsabilità. Avremo modo di tornare più volte sulla politica delle opere pubbliche di ieri, di oggi e di domani. Avremo modo di tornare sulle questioni legate alla manutenzione, sulla bontà o meno delle privatizzazioni in Italia inaugurate nel 1992.

Ma oggi il pensiero va a quel bambino di otto anni che sognava il mare e magari aveva, come molti suoi coetanei, la maglietta di Ronaldo, va alla famiglia che doveva imbarcarsi a Genova e che invece non vedrà mai più il traghetto prenotato, al giocatore di 22 anni che non andrà in ritiro, al giovane che non raggiungerà mai più il posto di lavoro. A tutti coloro che attraversando un ponte non hanno potuto raggiungere la sua estremità sprofondando nel vuoto sommersi da pietre e lamiere e detriti. Il pensiero va ai dispersi che ancora non sono stati trovati. Hanno un nome ma non ancora un corpo. E va agli sfollati che vivevano tranquilli in prossimità di un’infrastruttura inaugurata nel lontano 1967 e che aveva accompagnato i loro giorni e anche le loro notti coi suoi rumori oggi trasformati in tombale silenzio.

Anche il governo non trasformi questa giornata in uno show. Abbiamo bisogno di responsabilità, di sicurezza, ma anche di tranquillità. Non può diffondersi ovunque la fobia dei ponti. In Italia ne esistono centinaia di migliaia. Ovunque sindaci, assessori, semplici cittadini, si stanno preoccupando della loro tenuta. A Benevento il sindaco Mastella ha chiuso un ponte progettato dallo stesso Morandi, in Molise é allarme su un viadotto dell’autostrada dei parchi. Una verifica é doverosa, l’allarmismo produce tensioni sociali terribili e difficilmente governabili. Oggi, nel giorno del dolore, un richiamo a tutti, affinché ognuno contribuisca, nel ruolo che gli compete, a dare il proprio contributo, tecnico, scientifico, politico, umano, mi pare doveroso.

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