sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Gaffe a 5 Stelle sul reddito di cittadinanza
Pubblicato il 01-08-2018


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Nel bel mezzo della discussione sul decreto dignità, è arriva un bello scherzetto che mette in imbarazzo i Cinque Stelle e la maggioranza di governo. Lo hanno messo a punto due deputati di Forza Italia, Nino Germanà e Stefania Prestigiacomo che hanno presentato un emendamento che in modo provocatorio introduceva il reddito di cittadinanza, ovvero lo storico cavallo di battaglia del M5S.

Si tratta di un emendamento che il Movimento aveva presentato nella scorsa legislatura e con il quale voleva appunto per introdurre il reddito di cittadinanza. Una provocazione, la definiscono i due parlamentari e un modo per mettere Di Maio e compagni di fronte alla responsabilità delle promesse sparse per anni ai quattro venti: come avrebbero fatto i deputati grillini a votare contro la loro stessa proposta? Ci ha pensato il presidente della Camera, il pentastellato Fico, che ha dichiarato l’emendamento non ammissibile in quanto “completamente estraneo per materia” alla discussione in corso. Che in verità tanto estraneo non era. Il presidente della Camera lo ha rifiutato, adducendo e ribadendo che le politiche che danno dignità sono quelle attive e indirizzate a favorire il lavoro, facendo comunqua una valutazione di merito, cosa non di competenza del Presidente. Inoltre, sembra che l’emendamento sia stato dichiarato incompatibile anche riguardo alle coperture economiche, che non sembrano essere sufficienti. Il bello però, è che le coperture indicate sono le stesse di quelle proposte tempo prima dai Cinque Stelle, e tanto è bastato per scatenare le opposizioni.

“Dopo aver illuso milioni di italiani – commenta sui social la dem Alessia Morani  – hanno ammesso la verità: non hanno i soldi per il reddito di cittadinanza” e “il ministro della disoccupazione Di Maio lo respinge”.  “Capiamo l’imbarazzo del governo davanti a questo emendamento che Fi ha presentato evidentemente a scopo provocatorio – dice Stefania Prestigiacomo – ma è inconcepibile che il ministro Di Maio disconosca un provvedimento sbandierato per 5 anni. Hanno implicitamente ammesso che il loro reddito di cittadinanza appartiene al libro dei sogni”. E Giorgiò Mulè aggiunge: “La misura simbolo della propaganda pentastellata è stata affossata proprio da chi avrebbe dovuto attuarla: il M5s è un ossimoro vivente”.

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