mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, soldi finiti e nessun piano
Pubblicato il 28-08-2018


ilva-operaiIl 15 settembre scadrà l’amministrazione straordinaria di Ilva, ma dal Mise non si hanno più notizie, tanto che i sindacati hanno scritto al Presidente Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per avere lumi sul futuro dell’Ilva di Taranto. “Non abbiamo avuto nessun contatto, tranne quello che abbiamo letto dalle agenzie di stampa. Siamo in attesa”, rivela Francesca Re David, segretaria nazionale della Fiom-Cgil che in queste ore sta seguendo da vicino il “giallo” della vicenda Ilva.
Nella lettera – firmata dai rispettivi segretari generali – i sindacati ricordano come “la strategicità del gruppo Ilva per il nostro sistema Paese ed il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie richiedono decisioni da parte del governo in tempi stretti”. Inoltre, sottolineano, “è opportuno chiarire, dopo le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio, al fine di proseguire efficacemente il negoziato, se ArcelorMittal ha acquisito Ilva attraverso una gara legittima o meno”.
I sindacati concludono annunciando che “in mancanza di un sollecito riscontro, metteremo in campo una iniziativa di mobilitazione dell’intero gruppo Ilva e del suo indotto”.
Ma l’allarme non arriva solo dai sindacati, l’amministrazione straordinaria ha adesso a disposizione solo 24 milioni. Come spiega il Sole 24 ore, a settembre ci saranno da pagare gli stipendi (probabilmente gli ultimi) per gli operai, circa 48 milioni, ai quali aggiungere altri 201 milioni di esborsi correnti, anche se il mese prossimo l’azienda prevede di incassare circa 235 milioni di euro dalla vendita dei prodotti.
Già alla fine del 2017 l’amministrazione straordinaria era arrivata a rischiare il fondo del barile, con soli 8 milioni di euro in cassa. Ma con l’inizio del 2018 l’azienda aveva potuto beneficiare dell’iniezione di 300 milioni di finanziamento per completare la procedura di cessione, di cui 35 milioni utilizzati immediatamente per pagare l’indotto locale.

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