giovedì, 18 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Anfiteatro di Urbisaglia. In scena un classico latino: “Troiane” di Seneca
Pubblicato il 02-08-2018


carnevali

Urbisaglia (Mc) – La platea piena. Il pubblico in silenzio davanti a Ecuba che nel buio parla alla città distrutta. Il palco si illumina con piccole fiamme: una scenografia convincente per rievocare la distruzione di Troia. Lo sgomento del pubblico davanti al monologo della donna che aveva perso il marito e i figli per mano dei  Greci in battaglia, dopo dieci duri anni di guerra.

Dopo alcuni brevi dialoghi tra gli attori, il pubblico riesce a conoscere tutti i personaggi della tragedia di Seneca: Ecuba, Talbitio, Pirro, Agamennone, Calcante, Andromaca, Ascianatte, Ulisse, Elena e  Polissena.  .

Dalla un lato la paura dei Greci che non vogliano poche il figli di Ettore si vendichi, dall’altro dei sconfitti che credevano di essere al sicuro nella propria città: ciò crea una vera e propria tensione tragica. Ѐ successo qualcosa che è irreversibile: la città di Troia potenza asiatica, è crollata. Non è servito a nulla l’aiuto degli  alleati. La città è stata distrutta e incendiata. Del passato glorioso e non rimane più niente. Gli uomini sono stati uccisi e le donne violentate e fatte schiave alla fine dei conti.

Il regista e lo scenografo hanno voluto rispettare il testo di Seneca; infatti troviamo sul palco, anche, la rappresentazione della rocca di Torre che è quasi distrutta e tutto intorno è in fiamme e brucia. Le donne che si riuniscono e  parlano  – contrite dal dolore  – devono accettare quel che è accaduto alla loro città. La distruzione fu predetta da Cassandra che non venne ascoltata, ma lei stessa mentre aspettava Paride, sognò di partorire una fiaccola che avrebbe incendiato la città. A queste vicenda, le donne troiane sopravvissute cercano di dare una spiegazione, ma non riescono.  Quindi, la colpa non è dunque di Ulisse: è della Storia. Il fuoco ha distrutto tutto. A questo punto non si deve neanche incolpare Diomede per ciò che è avvenuto. Non rimane a Ecuba e Andromaca, così come alle altre donne di “dire sì” e salire sulle nave dei Greci vincitori in ritorno nella loro patria.

La drammaturgia di Fabrizio Sinisi è stata convincente: il testo teatrale di Seneca non è stato stravolto grazie, anche,  alle scelte registiche di Alessandro Machìa. Il pubblico ha applaudito a lungo l’interpretazione degli attori che sono richiamati sul palco più di una volta. Una menzione speciale va a Edoardo Siravo, interprete di Ulisse che ha fatto risaltare le doti di intelligenza e di astuzia di uno dei personaggi più affascinanti dell’antichità. Appassionate, invece, sono state le parole dell’attrice Alessandra Fallucchi nel ruolo di Andromaca.

Lo spettacolo, andato in scena, lo scorso 31 luglio, all’Anfiteatro di Urbisaglia, è stato prodotto da LAROS e AC SERKAL. Nel cartellone estivo dell’AMAT/TAU sono in programma, per la stagione estiva 2018, altri interessanti appuntamenti nelle aree archeologiche delle Marche.

Andrea Carnevali       

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento